Tornereste indietro nel tempo ?

(Attenzione: Spoiler).

22.11.63 è il titolo di una bellissima miniserie, basata sull’omonimo romanzo di Stephen King, andata in onda nella primavera del 2016 su Fox. Un piccolo capolavoro di, ahimè, soltanto otto puntate, che mi ha ricordato, per certi versi, il mitico “Ritorno al futuro”.

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In questo caso, un insegnante (Jake, magistralmente interpretato da James Franco), viaggia nel tempo, al fine di portare a termine ciò che non riuscì al suo mezzo amico-proprietario di un bar, malato terminale di cancro: impedire l’assassinio di J.F. Kennedy. In questo assurdo salto temporale all’indietro, Jake si innamora perdutamente della bellissima Sadie.

Il “succo” della miniserie è che Jake, malgrado i numerosi tentativi, riesce a cambiare alcuni aspetti del passato, ma ciò non rappresenta, contrariamente alle aspettative, qualcosa di positivo e un prezzo da pagare c’è sempre.

Avrà spesso una storia con Sadie, ma tutto finisce puntualmente in maniera tragica. Il buon professore continua a far spola fra presente e passato (un classico di questi tipi di film è che, mentre vivi anni nel passato, nel futuro sono trascorsi appena pochi minuti…), studia svariate “tattiche” per evitare l’assassinio di JFK e per vivere accanto a Sadie finchè morte non li separi. Jake accetta la sfida, assolutamente folle ma ovviamente assurdamente intrigante, anche perchè non è certo entusiasta della sua vita (è solo e si sta separando) e, tornando indietro, non solo potrebbe cambiare le sorti del mondo, ma vivrebbe altresì una storia d’amore sicuramente meravigliosa.

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Anche io mi sono innamorato di Sadie ! 🙂 (Sarah Gadon)

Quella che considero una delle perle di questa serie (e quindi del libro) è che, quando il protagonista riesce a salvare Kennedy (uccidendo in tempo quello che sarebbe stato il suo assassino), la storia non si rivelerà meravigliosa, come auspicato dal vecchio barista. Altro che Vietnam evitato: gli Stati Uniti, sotto la presidenza JFK, conoscono una grandissima miseria, Jake si ritrova in mezzo a palazzi distrutti e a bande che si fanno la guerra e capisce che non può cambiare un bel nulla; si rende conto che, quello che sembrava un sogno irrealizzato a causa di un assassino, in realtà, è un incubo. Non riesce nemmeno a vivere serenamente con Sadie e, in pratica, percorre il percorso parallelo a quello di uno strano tizio che continuava a fare questi viaggi nel tempo cercando, invano, di salvare la figlia annegata in piscina.

Jake e questo tizio sapevano benissimo come sarebbe andata la storia, tuttavia, pur arrivando in tempo utile, il destino non si faceva cambiare, anzi si prendeva beffe di loro. La figlia del tizio evitava la morte in piscina, ma moriva ugualmente in altre situazioni. Per fare un altro esempio ancor più eclatante, Jake uccide il padre violento di una persona che conosce nel futuro. Ovviamente lui è convinto che, così facendo, quella persona sarà più felice. L’insegnante, in uno dei tanti scenari futuri creati a seguito delle sue scorribande nel passato, si rende conto che quella persona, in realtà, soffre ugualmente, perchè è cresciuta senza il padre, una figura che, in effetti, era violenta, ma che rappresentava pur sempre suo padre e magari, chissà, poteva anche cambiare col tempo !

Ho fatto questa lunghissima premessa perchè 22.11.63 è un telefilm che mi è proprio piaciuto e che mi ha fatto tanto riflettere. Chi di noi non vorrebbe tornare indietro, non certo per impedire la morte di Kennedy, ma semplicemente per accettare quel determinato lavoro (o rifiutarlo), per gestire diversamente quella particolare storia d’amore, per evitare un incidente, per dire quella parola che ti è rimasta strozzata in gola, ecc. ecc. ??

Io sono completamente d’accordo con la filosofia del libro di Stefano King. Il destino non può essere cambiato, ma soprattutto è assolutamente inutile e fuori luogo vivere continuamente con l’idea che la nostra vita poteva essere migliore se avessimo preso altre strade e altre decisioni.

L’altro giorno, mentre facevo la spesa, ed era forte in me la voglia di prendere a colpi di arance (di Ribera) la gente che si aggirava nel reparto ortofrutta dell’Auchan (perchè volevo farlo ? Per simpatia, ovviamente !), pensavo che il “Rimpianto” è una grandissima minchiata. Scherzando direi che è un “invenzione giornalistica”, come diceva qualche sant’uomo a proposito della mafia (ai giorni d’oggi, i troll che hanno contribuito a rovinare Facebook, direbbero che è il Rimpianto è colpa di Matteo Renzi !).

Pensateci bene: come potete avere la certezza che la vostra vita sarebbe “più migliore assai” se, in passato, avreste preso delle decisioni diverse ? E’ impossibile ! Chi vi dice che quell’amore, sarebbe stato, in effetti, il grande amore della vostra vita ? E se dopo due anni di matrimonio vi avesse tradito con l’idraulico o con l’insegnante di Yoga ?

“Eh caro Mobys, se avessi accettato quel lavoro, oggi starei sicuramente meglio !”. Come fai ad avere una certezza del genere ? E se la ditta falliva, a differenza di quella che tanto odi, ma che ti continua, ancor oggi, a darti il pane ?

Un discorso a parte lo merita la categoria: “La mia vita è così brutta che avrei evitato addirittura di essere concepito/a”. Qua parliamo di seri problemi depressivi e il Mobys può farci poco, dovete rivolgervi a quel pissicologo che indossa sempre quella minchia di lupetto.

Torniamo seri. Come ho scritto in passato, io, fra i miei 763 difetti, riconosciuti dall’Ente Difetti Italiano, ho quello di essere mostruosamente malinconico, ripercorro continuamente il mio passato, continuo a chiedermi, per esempio, come sarebbe stata la mia vita se, nel 2001, avessi scelto la mia amata Roma, anzichè Verona, ma sono tutti discorsi assolutamente inutili, aria fritta.

Noi tutti siamo, che vi piaccia o meno, la proiezione del nostro passato. Ciò non vuol dire che dobbiamo vivere pensando continuamente a “come sarebbe stato se…”. Per carità, in un contesto domenicale, mentre magari andate in Chiesa e vi state rompendo il cazzo a sentire il sermone di padre Ralph, potete farvi qualsiasi film, lo capisco, io stesso me ne faccio a decinaia e decinaia, ma ciò non deve assolutamente condizionare il vostro presente.

Non solo, per fortuna (o purtroppo), non avendo la macchina del tempo, non possiamo cambiare nulla ma, ripeto, non possiamo sapere se intraprendere un percorso diverso, ci avrebbe consentito di vivere una vita più bella di quella che abbiamo. Insomma puoi evitare di far battere i rigori a Baggio e a Baresi ad Usa ’94, ma magari avrebbero sbagliato altri due !

Mi verrebbe quasi instintivo dire che avremmo potuto, in qualche modo, evitare di far scendere in campo Silvio Berlusconi in politica, ma per tante altre persone, a distanza di vent’anni, ciò ha rappresentato e rappresenta, ancora oggi, una fortuna. Incredibile ma vero.

Morale: Non sto dicendo che ciò che è stato il nostro passato o ciò che è il nostro presente, sono sicuramente più positivi di altri scenari possibili, sto solo asserendo che non possiamo sapere come sarebbe andata se…

L’unica certezza è ciò che hai in questo momento, mentre ogni discorso relativo al passato e al futuro, è perfettamente inutile.

E allora, cari lettori, vi auguro buona domenica e buone feste, se non ci si rileggerà prima delle ricorrenze di fine anno.

Ricordatevi che sognare non costa nulla (ve lo dice un professionista, da questo punto di vista), ma fottersi il cervello pensando di salvare la bambina che annega in piscina, è perfettamente inutile. Ricordatelo.

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7 risposte a "Tornereste indietro nel tempo ?"

  1. vikibaum 3 gennaio 2018 / 08:49

    no non tornerei indietro perché francamente della mia vita fino ad ora non cambierei nulla e son curiosissima di vivere il futuro…ciaooo vince!

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  2. CarlaNonnaPapera 29 dicembre 2017 / 12:06

    Però l’idea non è male…. Magari non per cambiare il nostro futuro, ma ci si potrebbe togliere qualche sassolino dalla scarpa…
    Ad esempio mi preparerei in tasca un bel sasso da tirare sul parafango a quella macchina che passò sulla pozzanghera che era vicino alla fermata dell’autobus…. ;-)))

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  3. vincenzomobys 27 dicembre 2017 / 20:49

    Parole sante. C’è gente che passa tutta la vita a rimurginare sul piatto sbagliato. Bisogna andare sempre avanti, facendo tesoro degli errori del passato. Tornare indietro con la macchina del tempo lasciamolo ai telefilm ! 🙂

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  4. CarlaNonnaPapera 27 dicembre 2017 / 19:32

    Pur avendone passate di brutte, tutto è servito a rendermi la persona che sono oggi.
    Ringrazio anche chi mi ha fatto del male, perchè mi ha resa più forte, aprendomi gli occhi sulla possibilità di dire NO e scegliere come vivere la mia vita.
    Gli unici che potrebbero rammaricarsi sono quelli che hanno dovuto fare delle scelte più o meno “obbligate” ma credo siano veramente in pochi, quindi non parliamo di vere e proprie scelte.
    Come genitore ho cercato di rispettare il più possibile le aspirazioni dei miei figli, senza imporre nulla che sembrasse “giusto” a me contro la loro volontà, e li ho sempre incoraggiati a intraprendere la strada che a loro andava a genio.
    Siamo tutti ad un ristorante dove non capiamo la lingua del Menu e devi scegliere cosa mangiare: cerchi di capire, ma il piatto che sembrava il più buono…potrebbe essere tutt’altro!
    Dopo averli mangiati tutti (buoni e non)…..che senso ha ripensare ai piatti ordinati erroneamente? :-)))
    Bisogna un po’ sbagliare prima di arrivare alla serenità no?

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  5. vincenza63 24 dicembre 2017 / 00:38

    Io non credo di avere tanti rimpianti.
    Due sono certi: non mi sarei rovinata la vita e la salute con megastress e tante sigarette.
    E sono comunque d’accordo, Vincenzo, ciò che abbiamo è il presente.
    Da vivere e amare.
    Ti abbraccio
    Vicky

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