Il cimitero tedesco di Costermano: una perla dietro l’angolo.

E’ primavera, svegliatevi bambine.

Il Vinitaly, con relativi impegni mondani in cui sono sempre un protagonista indiscusso (inviti a destra, cene a sinistra…), solitamente rappresenta l’inizio della bella stagione e la conseguente “rimessa in moto” della mia amatissima macchina fotografica.

Il pontazzo del 1 maggio ha rappresentato una occasione succulenta da questo punto di vista, anche perchè il clima era ottimo.

Il mio problema semmai è: ‘ndo vado ? Mi sono girato praticamente tutti i borghi più belli d’Italia di Veneto, parte di Lombardia e parte dell’Emilia Romagna. Ho visitato le più note città del nodd e, dopo un decennio di scatti, sono entrato nella fase in cui non so più dove andare, anche se uno degli aspetti meravigliosi di questo hobby è che, se ritorni più volte nello stesso luogo, sicuramente farai scatti sempre diversi. Mi prenderete per pazzo (ma tu guarda !) ma ho notato che, al di là dell’aspetto climatico, anche il mio umore incide nei miei scatti.

Sulla mia scrivania sono posizionati in bella vista due taccuini: uno contiene gli “appunti per il blog”, e l’altro le “mete fotografiche domenicali”.

Ho dato una sbirciata alla lunga lista dei luoghi che vorrei visitare ma non c’era nulla che mi entusiasmava. Casualmente, nelle settimane scorse, vidi un paio di foto del cimitero militare tedesco di Costermano sul Garda (VR), uno dei paesi che confina col mio.

I cimiteri monumentali hanno sempre il loro fascino, ma in questo caso parliamo di qualcosa di un po’ diverso e che, stranamente, ha trovato collocazione in una località apparentemente anomima, se non fosse che rappresenta uno dei paesi che si affacciano al Lago di Garda.

Ho la possibilità di fare qualche scatto e soprattutto di visitare un luogo particolare e che si trova a otto chilometri da casa mia ? Non ci credo !

Di buon mattino rispolvero quindi il buon zainetto, che era andato in letargo per tutto l’inverno e, nemmeno il tempo di inserire la quinta marcia, eccomi già arrivato ! Per uno che è andato a Trieste, Torino, Merano, Siena, ecc., è davvero incredibile poter scattare qualche foto interessante a due passi da casa.

Con qualche chilo di scetticismo ma sotto ad un cielo stupendamente ed insolitamente azzurro (godere di un cielo così in Veneto è facile come trovare una donna carina e intelligente !), parcheggio (aggratis) ed entro nel cimitero.

Resto sbalordito. Pur essendo un luogo di morte, le emozioni sono tante. Penso che davanti a me, sotto all’immenso prato, sono sepolti più di ventimila soldati, per la maggiorparte tedeschi, caduti durante la seconda guerra mondiale.

DSCF6706.JPG
foto mia

 

Il posto, gestito da un’associazione umanitaria tedesca, è curatissimo, non c’è un filo d’erba fuori posto ed è molto più grande di quanto immaginassi. Avevo letto qualcosa prima della mia visita (leggo sempre qualche nozione sui posti dove vado a scattar foto) e, una volta giunto lì dentro, sarà perchè era mattina presto ed ero l’UNICO visitatore, sarà perchè proprio la seconda guerra mondiale rappresenta un argomento che sin dalle scuole superiori mi ha provocato tanta amarezza e un miliardo di riflessioni, ma stavolta non mi adopero prontamente a scattare. Stavolta no.

La mia fidata Fuji dorme ancora dentro lo zainetto, non è il momento di mettersi all’opera, è solo tempo di riflettere. Lo so, molti piscierebbero o sputerebbero sopra quelle tombe, ma a me non interessa ragionare col senno dell’odio, non sono qui per questo.

Continuo a percorrere i viali del cimitero e penso a quanto dolore hanno provocato quei soldati e quanto sono stati sfortunati loro stessi a vivere in un periodo storico di merda. “Minchia sono ventimila”, ripeto dentro di me. Parecchi di loro li hanno portati qua da altri cimiteri, cioè li hanno “raggruppati”. Questa mia lunga fase di “non scatto” dura parecchi minuti, e l’unica volta in cui accadde una cosa del genere fu quando visitai la Risiera San Sabba di Trieste, altro luogo simbolo del nazifascismo.

DSCF6678.JPG
foto mia

Ad un certo punto bisogna dire stop alle emozioni e iniziare a scattare, anche perchè continuo ad essere completamente solo e voglio approfittarne. Come dico sempre, voglio concentrarmi sullo scatto e non sul luogo in sè. In questo caso è difficile ma sono qui anche per questo ! Quando ami la fotografia devi un po’ “isolarti” dalle emozioni, devi essere un po’ come i medici negli ospedali, altrimenti escono fuori scatti sbagliati e senza senso.

Dopo un paio di orette molto emozionanti (malgrado sia un inguaribile sentimentale riesco quasi sempre a mantenere un certo distacco rispetto ai luoghi che frequento, soprattutto per i motivi appena citati), decido di andar via, voglio approfittare di questi giorni di ferie per fare un salto a Verona.

Vado via ben consapevole del fatto che tornerò. Incredibile ma vero,  uno dei pochissimi posti che restano aggrappati al mio cuore ce l’avevo dietro l’angolo ! Tornerò senza macchina fotografica, anche solo per riflettere, solo per regalarmi quel pizzico di pace che non possiamo certo trovare in un centro commerciale o in riva al lago.

Mentre vado via, arrivano i primi turisti. Puntualmente sono un gruppo di vecioti tedeschi. Entrano in silenzio e seguono la loro guida. Un paio di signore hanno un mazzo di fiori in mano, abbandonano il gruppo e si dirigono verso le tombe. Chissà quanti tedeschi vengono a far visita ai propri parenti, deceduti per uno dei motivi più assurdi ed animaleschi dell’umanità: cercare di uccidere altri esseri umani. La cosa triste è che la guerra è finita una settantina di anni fa, ma in certi luoghi ci sono ancora aspre battaglie e tanta morte che potrebbe essere evitata. Sarò stupido e banale, ma la penso così.

Basta, stavolta voglio fermarmi qua. Vedrò di inserire qualche foto dentro questo articolo; il resto le troverete in un album pubblico che ho postato, utilizzando un nuovo account Facebook (senza amicizie e senza post. Solo per le foto).

Andate a visitare il cimitero militare tedesco di Costermano sul Garda ! I luoghi della memoria sono sempre importanti, bisogna andare avanti senza però mai dimenticare cosa è accaduto ieri. Bisogna far capire ai giovani che la vita non è fatta di soli selfie.

Non dimentichiamo l’orrore del passato. MAI !

DSCF6766.JPG
foto mia

Siti sull’argomento:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_militare_tedesco_di_Costermano

DSCF6790.JPG
ad un certo punto noto due panchine che sono rivolte verso il nulla. Che senso ha ? Mi avvicino e resto sconvolto nel vedere questo panorama spettacolare !

 

 

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9 commenti

  1. Ti consiglio di visitarlo ! Lo capisco non è come visitare un parco divertimenti, ma la vita è fatta anche di questo tipo di emozioni. Io è proprio dopo aver letto “Se questo è un uomo” che conto di visitare Auschwitz. Sarà dura ma secondo me certe cose nella vita si DEVONO fare !

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  2. Le guerre mi hanno sempre fatto orrore.
    Sarà perchè sono troppo emotiva, ma non posso vedere nemmeno un semplice documentario alla tv che mi si riempiono gli occhi di lacrime…mi immedesimo troppo?
    Non sono riuscita a leggere “Se questo è un uomo” fino alla fine, di notte avevo gli incubi.
    Forse nella vita precedente ero ebrea….
    Se visitassi un luogo così “forte” credo scoppierei a piangere.
    Sono già scossa leggendo ciò che hai scritto e vedendo le foto….

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  3. Grazie per il suo intervento. Non sono un giornalista, scrivo solo per passione e di conseguenza temevo di non riuscire a trasmettere le mie emozioni. Visitare il luogo con una guida, in effetti, sarebbe grandioso. Grazie.

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  4. Complimenti per gli scatti (bellissimi), ma soprattutto per aver descritto le emozioni provate.
    Certo è un luogo di morte, ma soprattutto un monito a non commettere nuovamente gli sbagli del
    passato. Le sue parole mi son piaciute, questo luogo l’ha fatta riflettere e questo è fondamentale.
    Qui riposano anche esecutori materiali di crimini bestiali avvenuti in un secolo di pura follia nel quale il genere umano sembrava votato alla sua stessa distruzione.
    Se vorrà tornare sarà mia premura accompagnarla in una visita guidata, se lo desidera.
    Con stima

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  5. Complimenti due volte: uno perché hai realizzato ciò che sento dire a molti e cioè con tutte le bellezze italiane dietro l’angolo ci si sbatte per andare all’estero; due per le tue riflessioni sia scritte sia fotografiche. Questi luoghi rappresentano sì la memoria, ma sopratutto un monito per le generazioni a venire sulla guerra e il dolore che provocano.
    La “bellezza” è nella pace che trasmettono, la stessa pace che quegli uomini e donne in vita non poterono vivere a causa della guerra.

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