Nessuno tocchi la Soka Gakkai.

220px-Sanshokuki2.svg

Carissimi amici, come sicuramente molti di voi sapranno, solitamente evito due argomenti: la religione e la politica. In entrambi i casi, non può (e non deve !) esserci un “pensiero comune”, si sfornano luoghi comuni come se non ci fosse un domani e si finisce con lo schierarsi da una parte e dicendo che gli altri sono delle grandissime merde. Tuttavia oggi mi sento di dirvi delle cose che ho in mente da tempo. Accompagnate a letto i bambini e mettetevi comodi …

Da due anni a questa parte, ovvero da quando sono entrato a far parte della Soka Gakkai (https://www.sgi-italia.org/) ho letto parecchie cose sul web, il quale, può rappresentare una miniera inesauribile di conoscenza ma, nello stesso tempo, anche una fonte altrettanto inesauribile di fake news.

Logo-soka-gakkai-gif.jpgMi piace leggere libri e sono soprattutto un gran curiosone. Metaforicamente parlando, sono come il tizio che va al ristorante cinese e mangia un po’ di tutto, sparandosi nel gargarozzo tutto ciò che appare nei vassoi del buffet.

E così ho avuto modo di leggere tanta merda nei confronti del buddismo di Nichiren Daishonin e della Soka Gakkai Internazionale.

Inutile dirvi che, quando stavo entrando a far parte di questa sorta di famiglia, leggere di “setta”, “di gente che si fa fottere il cervello”, e di gente che paragona l’uscita dalla SGI a quella da Scientology, mi ha messo addosso tanta paura. Per fortuna me ne sono fregato e ho tirato dritto.

Ancora oggi (e sarà così anche in futuro…), ogni tanto esce fuori un articolo di un giornalista che parla del “fenomeno Sette in Italia” e inserisce la SGI fra queste. Ho appreso che esiste perfino l’Associazione Italiana Vittime delle Sette, che si spacca in quattro per dire a destra e a manca che, in caso di necessità, ci sono loro pronti a sostenervi… Credo che sia un’associazione che servirà sicuramente a qualcuno che ha vissuto esperienze bruttissime, ma non sicuramente a chi ha conosciuto i membri della Soka Gakkai. Poi, per carità, la mente umana a volte provoca brutti scherzi, non dimentichiamoci del mitico film di Carlo Verdone quando il nipote Mimmo restò sconvolto dalla visione “‘da fregna“.

Torniamo a certi articoli. Mi rendo conto perfettamente che i giornalisti devono guadagnare e scrivono pezzi per vivere, non sono quindi persone come me che faccio tutto un altro lavoro e scrivo in queste pagine solo per passione e in un italiano alquanto scolastico. Capisco anche che lo “sgub” ottiene più clic e attenzioni di una notizia “normale”, non a caso, in edicola trovate un sacco di riviste che parlano di argomenti che fanno altamente presa sul “populino”. Se non fosse così, molte trasmissioni stile Barbara D’Urso, non vedrebbero mai la luce.

Dobbiamo quindi “colpire” e magari anche spaventare. Dobbiamo mostrare il mostro in prima pagina, poi magari prepariamo la miscela perfetta che, chi ha i capelli brizzolati come me (butei, ne ho solo qualcuno !!!) sa benissimo essere composta da sesso, droga, festini, sette segrete che si riuniscono in qualche cantina a venti piani sotto terra, torce di fuoco, abiti che ricordano i film tipo “Il nome della Rosa”, sangue, cani zoppi che violentano gatti orbi, ecc. ecc.

Andiamo a noi, cercando, per una volta nella vita, di fare un discorso serio. In questa sede non mi interessa dire che la giornalista X ha scritto minchiate o che il giornalista Y è un emerito cazzone. Non è mio interesse battagliare, la SGI ha il suo ufficio stampa e, come sempre, ci pensano loro a mettere i puntini sulle I. Non mi interessa affatto l’opinione di chi è fuoriuscito, il mondo è così vario che è logico che la mia esperienza può essere diversa da quella di un buddista che risiede altrove. Evidentemente a qualcuno piace sputare nel piatto dove ha mangiato. Esserti reso conto che è tutta una gigantesca bufala dopo 5, 10, 15 anni, non fa di te una persona particolarmente sveglia, quindi io eviterei di sparare merda nei confronti di qualcosa a cui hai aderito. Si può smettere forse di tifare Juve, ma questo non vuol dire che devi iniziare a sottolineare i presunti furti. In ogni caso, ripeto, ho massimo rispetto per chi ha i suoi problemi psicologici che lo portano a dire “per fortuna io ho capito tutto”.

Considerato, quindi, che non voglio attaccare nessuno e rispetto l’opinione di tutti, pentiti, rincoglioniti, pentiti-rincoglioniti che siano, qual è il senso di questo articolo ? Parlare dell’unico aspetto sul quale non temo alcuna smentita: la mia esperienza. Solo parlando della propria esperienza non sbagliamo mai e offriamo un buon servizio agli altri. Nel momento in cui diciamo “io penso che a Catania sono tutti coglioni”, risultiamo essere noi stessi dei coglioni.

Non c’è trucco non c’è inganno. Niente fake-news, è semplicemente la mia vita !

Sono ancora un buddista iscritto alla SGI, recito davanti al mio Gohonzon, ma non faccio parte di nessun gruppo, lo dico “prestamente”.

Entrai in questo mondo da solo, come ho scritto nell’articolo (ahimè) più letto di questo blog (Quel Gohonzon che cambia la vita). Mandai una richiesta di  maggiori info alla sede italiana di Firenze e, dopo qualche giorno, mi telefonò tal Renzo, una persona con la quale ebbi un cordialissimo colloquio telefonico.

Come ho sicuramente avrò avuto modo di scrivere, all’inizio la paura e la diffidenza era tanta, anche perché purtroppo ancora oggi vivo da straniero la mia esperienza in terra veronese (e non certo per colpa mia).

Avevo letto qualche libro su “questo tipo di buddismo” ma, capirete bene, un conto è esorciccioleggere libri a casa propria, un conto è vedersi con un gruppo di estranei. E se magari uno di questi ad un certo punto si alza dalla sedia e comincia a ruotare il collo a 360° ? Avrò visto troppo L’Esorciccio ?

Mentre mi dirigevo al punto di incontro (che chiamai “Punto G”, giusto per tagliare l’aria) ero quindi terrorizzato. Pensai addirittura all’eventuale “Sacrificio” del vitello grasso, poiché, considerato il mio fisico, sarei stato a forte rischio !

Mi incontro con Renzo e Lucia (sua moglie, la quale ovviamente non si chiamava Lucia, ma sapete che ho la malattia di sparare soprannomi…) e, dopo qualche minuto, arriviamo a casa di tal Giusy.

Entro a casa di Giusy, partono le presentazioni, vedo le sedie poste a semicerchio davanti ad una sorta di altarino. Dopo la recitazione del Gonkyo, inizia il meeting (detto Zadankai). Le riunioni durano circa 90 minuti. Nei primi dieci, come detto, si recita (o ovviamente si osserva, se sei ospite, come lo ero io allora), mentre nella restante parte del tempo si parla di un argomento scelto dai responsabili. Non c’è alcun argomento difficile da capire e ovviamente tutto viene discusso in chiave buddista. “Questa settimana mi è successa questa tale cosa, ho reagito così, prima di diventare buddista avrei reagito così, mi sono soffermato a pensare a quanto scritto sul libro di Ikeda”, ecc. ecc. Ovviamente ho fatto un esempio banalissimo per farvi capire che perfino un normalissimo utente che utilizza quotidianamente Facebook può essere all’altezza.

TUTTE le persone presenti possono esprimere la propria opinione. Questa cosa, per me che sono stato sempre estremamente timido, la ricordo e la sottolineo con forza perché, nel mio caso, rappresentò un mega toccasana, mi diede la forza di parlare in mezzo ad una decina/quindicina di persone, di confrontarmi, di dire serenamente e liberamente ciò che pensavo. Bellissimo. Inutile dirvi che potete restarvene tranquillamente in silenzio, nessuno vi farà mai alcuna pressione. Ci si prova per coinvolgervi ma è giusto per educazione, non per altro. Siamo gli unici che danno DAVVERO importanza a tutti !

A fine Zadankai, si scambiava qualche chiacchiera (sul tema della serata o su qualsiasi altra cosa), l’ottima padrona di casa offriva qualche stuzzichino e poi me ne tornavo a casa (c’era chi schizzava subito via e chi restava piacevolmente, come il sottoscritto), sin dai primi meeting, come una persona che si è fatta uno shampoo dopo un mese o come se, dopo settimane di raffreddore, si riprendesse a respirare normalmente.

Difficilmente mi perdevo i due meeting mensili (il primo e il terzo giovedì del mese) e, ad un certo punto, decisi di prendere il Gohonzon. Ho già parlato di questa stupenda esperienza, probabilmente la migliore di tutta la mia vita (insieme al conseguimento del diploma e alla fine del servizio miliare che ai tempi era obbligatorio), quindi evito di ripetermi.

Ho fatto tutto questo discorso non per dirvi quanto sia magico il buddismo di Nichiren Daishonin, non per dirvi che, se state cercando il lavoro o l’amore, recitando “Nam Myoho Renge Kyo” lo troverete, né tantomeno che i cattolici sono ignoranti mentre noi siamo esseri superiori. Assolutamente no ! Rispetto per tutti e odio per nessuno. Non lo dice il maestro Daisaku Ikeda, lo dico io ! Io sto solo raccontando, non cerco nuovi seguaci ! 🙂

Nel corso dei mesi ho perso la voglia di frequentare i gruppi. E qui (e solo in questo frangente !) do in parte ragione ad una delle persone che ha mollato la SGI: spesso entrano a far parte di questa associazione persone che hanno avuto seri problemi. Vedono il cattolicesimo come “una soluzione troppo distante” o, più probabilmente, come una “carta che mi sono già giocato inutilmente“. Stanchi di non vedere esaurite le proprie preghiere al “Signuruzzu”, poiché vogliono comunque aggrapparsi a qualcosa (direi sentimento naturale di ogni essere umano), vengono a conoscenza del fatto che ci sono delle persone (oggi siamo ottantamila in Italia), i quali recitando davanti ad una pergamena, risolvono tutti i loro problemi, ma finiscono con l’illudersi.

Di conseguenza, cosa succede ? Che subentra quella che ho sempre chiamato “Sindrome dell’alcolista anonimo”. Sarà per la posizione delle sedie (tutti seduti a cerchio che ci guardiamo), sarà perché il mistico ci provoca, ma riusciamo, già dai primi meeting, a dire a perfetti sconosciuti cose che nemmeno i nostri amici d’infanzia o addirittura i nostri parenti più stretti, sanno. E’ talmente tanta la voglia di aprirsi, di sputare fuori il veleno che hai accumulato dentro, che dalla tua bocca escono fuori parole che nemmeno tu stesso avevi messo in preventivo di pronunciare ! Ciò ovviamente rappresenta un aspetto positivo, ma spesso si sfocia nella lamentosità acuta con tendenza alla voglia suicida…

Il problema, secondo il mio modestissimo punto di vista, è che il buddismo non è questo ! Lo dico da mezzo ignorante, quindi scusatemi se in questo articolo sparo minchiate anche io. Attenzione ! Non sono un Responsabile, non ho nemmeno fatto gli esami di primo livello, quindi parlo “terra terra”, ripeto solo all’uopo di raccontare il mio vissuto, non per diffondere il verbo o dire che la gente non capisce il verbo stesso !!!

Il Buddismo della Soka non rappresenta un gruppo New Age o qualcosa che funge da supporto psicologico per gente che ha avuto traumi più o meno gravi. Il “mio” buddismo è gioia, serenità, è riuscire (finalmente !) ad uscire dall’inferno senza l’aiuto di qualcuno o di qualcosa di “stupefacente”, è trovare in te quella pace che non troverai MAI al di fuori di te stesso, né in un crocifisso, né in una statuetta del Budda (che del resto serve solo come complemento di arredamento “figosamente orientale”). Può farti bene dire “Sono Marco e non bevo da quattro settimane“, ma probabilmente quello che ti serve davvero è qualcosa di diverso da una filosofia religiosa.

Non sto giudicando i due gruppi che ho frequentato, sia perché il secondo l’ho conosciuto per una sola serata, sia perché comunque ammetto e ammetterò sempre che, malgrado qualche piccola nota stonata, mi hanno dato tantissimo.

Clara, Gianluca, Marina, Mario, Renzo, Giusy, Elena di Prato, per citarne qualcuna (e sono solo le prime persone che mi vengono in mente !), le ho conosciute in un contesto dove non ho mai pagato un cazzo. Elena ogni giorno mi manda le “frasi del giorno”, altro che persone pericolose ! Mi dispiace essere arrivato al fulcro di questo articolo dopo fin troppe parole. Mi pare che pagai una trentina di euro per ricevere il Gohonzon, poi nulla. Nessuno mi ha chiesto mai nulla, nessuno ha mai preteso nulla da me e soprattutto non sono dovuto scappare da nulla.

Come ho detto prima, non escludo che qualcuno abbia avuto una esperienza traumatica ed è giusto che lo dica, ma io mi reputo una persona normalissima che felicemente è entrato a far parte della SGI, felicemente ha preso il Gohonzon, felicemente ha festeggiato a casa l’inserimento nel Butsudan con un “Cannolo Party” (pensate che fu l’unica volta che ho aperto casa ad altri; e poi ditemi che ho il cervello fottuto dalla setta…), felicemente andavo ai meeting, felicemente me ne tornavo a casa dopo, ecc. ecc. Quando ho “mollato” c’è stato qualche sms di dispiacere, ma nessuno mi ha rotto le scatole telefonandomi o addirittura venendo a casa mia. Mi sono abbonato a “Buddismo e società”, dopo un anno ho smesso perché non riuscivo a leggere (la sera torno distrutto ed è già tanto che scriva ancora sul blog), ma nessuno me l’ha imposto e nessuno mi ha chiamato dopo la scadenza dell’abbonamento per dirmi che sono una merda.

Sono libero, vivo la mia “religione” con assoluta serenità. Mi rendo conto che, isolandomi, sono alquanto “atipico”, sicuramente sbaglio, ma pazienza ! La “Rivoluzione Umana” non è fattibile da orso, lo so, ma ad un certo punto ho fatto una scelta di vita: mi tengo questa filosofia di cui mi sono innamorato e procedo da solo, o frequento gli altri col rischio di gettare tutto alle ortiche. Ho scelto la prima opzione. Sono come colui che preferisce la pace a casa isolandosi con la propria moglie, piuttosto che frequentare gli amici e litigare frequentemente con lei.

Avrei voluto di più dai miei “compagni di fede”, ed è solo per questo motivo che non li frequento più. Difetto mio, colpa mia, non c’entrano loro o addirittura la Soka. Essendo obiettivamente e sostanzialmente molto solo, speravo che il buddismo rappresentasse l’inizio di qualcosa da coltivare anche al di là dei meeting. Così non è stato, non è voluto essere. La gente, ai meeting, cerca risposte, sollievo, conforto, ecc. Quello che succede dopo non frega a nessuno, anche perché, a differenza mia, ognuno torna a casa dalla propria famiglia. Li capisco, fossi rimasto a Palermo, avrei fatto come tutti loro ! Sarebbe bastato qualche sms per mettermi di buon umore… La mia sensazione (a prescindere dalla mia esperienza) è che si faccia una sorta di “eccitata e frenetica corsa” per aggiungere la “bandierina” del Gohonzon assegnato e, dopo tale consegna, se vuoi continuare bene, altrimenti va pure a fare il chierichetto…

Sono passato alla storia (per dire…) come il “buddista che voleva un caffè”, ovvero come colui che voleva non certo sposarsi una buddista, ma semplicemente un pizzico di compagnia, quei due grammi di “semplici chiacchiere sul nulla”, le quali spesso fanno più bene di qualsiasi altra cosa e di chissà quale orgia. La mia sensazione è che spessissimo ci si limiti al “compitino”, frequentando le riunioni (Zadankai o studio) ma, così facendo, non facciamo che emulare coloro che si definiscono cattolici solo perchè vanno a messa la domenica. Io la vedo diversamente, per me il buddismo è uno stile di vita.

A Pasqua dello scorso anno visitai il “Centro Culturale Ikeda per la pace” di Milano. Fu un’esperienza meravigliosa, c’erano dei ragazzi che mi fecero fare un bel giro, non volevo più tornare a casa. Anche in quel caso, nessuno mi chiese di lasciare schei per il mantenimento della struttura. Al suo interno, fra le tante stanze, ce n’era una dove si recitava. Ho partecipato anche io, poi sono andato via. Soldi spesi: zero. Fu la prima volta che andai a Milano. La spinta me la diede il fatto di andare a visitare questa bellissima struttura. Ah vero, noi siamo una Setta che rovina la testa delle persone….

Ho letto anche della polemica sull’otto per mille perché da un paio di anni la Soka Gakkai è inserita fra le organizzazioni che possono beneficiare di questi danari. E’ una cosa positiva, sono perfettamente d’accordo. Giornalisti ridicoli, polemizzate su questa opzione senza aver mai detto nulla sui miliardi che si sono fottuti i partiti politici o su cosa fa di concreto la Chiesa usando la montagna di euro che giunge al Vaticano.

Se qualcuno vi invita a partecipare a qualche riunione, non abbiate paura. Nessuno vi chiederà soldi, non c’è alcun lavaggio del cervello, non siamo una setta. Le persone pericolose non predicano costantemente la pace. 

Se qualcuno non si trova bene col proprio gruppo, non esiti a frequentarne altri. Giudicare questa pratica in base al gruppo frequentato è sbagliatissimo.

Scusate gli errori e la lunghezza.

Altri miei articoli sull’argomento:

Quel Gohonzon che ti cambia la vita.

“La Rivoluzione del coniglio”: la magnifica storia di un buddista NORMALE !

Come festeggia la Pasqua un buddista ? Mangiando la cassata !

DSCF5241
Foto scattata da me a VILLA PISANI, Stra (VE).
Annunci

7 commenti

  1. Dimenticato? Giammai, ripresa lenta anche dalle mie parti è più rilassata. Meno tempo e una serie di sfighe che hanno colpito il “reparto” tecnologico di casa. Tutto qui. La Rete sospira per una mia presenza meno invadente 😉
    A presto!

    Piace a 1 persona

  2. Carissimo amico mio, pensavo ti fossi dimenticato del Mobys ! Esprimi un parere più sacro che santo 🙂 Il nocciolo è: perché giudicare il prossimo senza approfondire ? Anche la moglie di Roby Baggio andò su tutte le furie quando seppe che “codino magico” era entrato a far parte di questa associazione, ma successivamente andò ad una riunione e finì con l’aderire anche lei ! 🙂
    Non bisogna fare mai di tutta l’erba un fascio. Se uno, due, cinque persone parlano di “esperienza drammatica derivante dall’aver fatto parte di una setta”, non vuol dire che siamo una setta !
    Da qui nasce la volontà di scrivere un lungo e probabilmente noioso articolo. Io non ho pagato NULLA, non ho ricevuto alcuna pressione psicologica, sono stato agnostico per quaranta e passa anni e ho provato un briciolo di emozione solo conoscendo questo tipo di buddismo (che ripeto non c’entra col buddismo a cui tu fai riferimento).
    Giusto gridare al lupo al lupo, così come è giusto che io, per esperienza e onestà intellettuale, faccia l’esatto contrario…

    Piace a 2 people

  3. OnBeciè caro, la questione – come al solito – non è nelle “etichette” (che è più facile e comodo da appiccicare), ma nelle persone. La “qualità” umana degli individui è assai variabile e l’esperienza di ognuno lo è altrettanto.
    Se questa è per te una via – non dico per essere felice – ma che ti faccia tendere alla felicità, è tuo sacrosanto diritto di percorrerla e di viverla. Altrettanto per chi non condivide questa “via”.
    Per esempio, io sono tra i secondi. Trovo già difficile la “via” cattolica in cui siamo cresciuti, irta di contraddizioni e conflitti – anche interiori – che cambiarla per un’altra di cui non conosco nulla, non mi interessa. Pertanto, non è nemmeno necessario esordire con un “non ne so nulla, però…”. Non ne so nulla e non mi interessa approfondire. Non già per disprezzo o per superficialità, ma per “interesse”.
    Ho fatto qualche viaggio (ahimè in un lontano passato) tra le persone che – al nostro opposto – nel buddhismo ci sono cresciute. Ho percepito, pure se da turista, una forte diversità di approccio alla vita. Probabilmente un cristiano trova le tue stesse difficoltà in Sri Lanka. Non intendo di professione o pratica liturgica, bensì il suo rapporto personale con il suo credo: le sue domande interiori, il riscontro nell’applicazione del quotidiano e l’accettazione da parte degli altri, della maggioranza. Stesso esempio vale per i buddhisti in Malesia.
    Qui in Italia, la mia esperienza è stata negativa. Il mio giudizio negativo non è sul buddhismo chiaramente, ma sulla persona. L’ ipocrisia del “predicare bene e razzolare male” è comune ai cattolici come a queste persone che si dicono “buddhiste”.
    Perciò alla via così, ti auguro ogni bene e speriamo che di non dovere “rinascere” perché farei le stesse caxxate che ho fatto in questa vita. Questo è certo 😉

    Piace a 1 persona

  4. Caro Moby, apprezzo sempre molto la tua schiettezza e ti ringrazio perchè aprire il proprio cuore non è mai così scontato. Il percorso che stai facendo è la tua vita ed è la tua vittoria, che lo voglia o no.
    Buona vita e sempre NMRK

    Piace a 1 persona

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...