Il mio Natale di PACE.

Mi accingo a partire per andare a trascorrere il Natale in famigghia in terra sicula. E’ già tutto pronto: lo zainetto che contiene un libro di cui leggerò soltanto le prime due pagine, le cuffiette per ascoltare due o al massimo tre canzoni delle “Superpreferite” che ho sempre belle e disponibili su Amazon Music, e tanta voglia di relax.

Immancabile, ovviamente, la tipica “febbrina da vacanze” che mi accompagna nel momento in cui entro in ferie dopo essermi rotto il culo per tutto l’anno lavorativo. Un classico della Legge di Murphy.

Qualche anno fa credevo che il mio Natale “diverso”, “di rottura”, “della svolta”, sarebbe stato quello avvenuto pochi giorni dopo aver preso il cosidetto Gohonzon, l’oggetto di culto di noi buddisti della Soka Gakkai. Mi sbagliavo. Oggi dico che mi ritengo fortunatissimo per aver conosciuto questa strana filosofia laica, difficilmente salto le mie recite quotidiane, ma mi sento soltanto adesso, a poche ore dal Natale 2018, di aver svoltato veramente.

I motivi o il motivo non sto qui a dirveli, entriamo troppo sul personale e a voi, amici lettori, non vi interessa particolarmente ciò che cazzo fa il Mobys nella sua vita.

Sappiate però che per me, dopo tantissimi anni di amarezza, guerre col mondo, perdita di punti di riferimento, zero entusiasmo, è il vero Natale della rinascita. Durerà, non durerà, fra sei mesi sarò nuovamente il Mobys orso che vuole starsene per i cazzi suoi e magari anche arrabbiato solo perchè guadagna troppo poco rispetto a colleghi che ormai tutti chiamiamo “call center” (per la prima volta nella storia non sono stato io a partorire un soprannome !) perchè guardano più il display del cellulare che le bottiglie di vino che gli passano davanti, non posso certo saperlo adesso.

Adesso mi godo (alla grande) questa sensazione di ritrovata (o forse trovata) serenità. Sono contento non solo perchè non mi interessa più battagliare con chiunque, ma soprattutto perchè sento, in cuor mio, di aver ritrovato quello spirito che mi portava in giro a scattare foto, la voglia di vedere posti nuovi e soprattutto la voglia di stare in compagnia degli amici, cosa che ho accantonato da anni. Il 31 sera parteciperò al capodanno in piazza a Caorle, probabilmente il posto che amo di più dopo Londra e Roma. Mi hanno invitato degli amici, stavolta non sono stato io a rompere le palle su Caorle, come faccio in agosto ! 🙂

Rientrerò, quindi, prima del consueto dalla Sicilia. Evento mai accaduto prima di oggi. La famiglia è un valore insostituibile ma la mia sensazione è che i telefonini abbiano “accorciato” le distanze, insomma fai un video di dieci secondi ed è come se fossi lì 🙂 Inoltre, ribadisco, voglio cavalcare quest’onda (stavolta non è una delle mie battute pornografiche) e, a parte Caorle, vedere quanti più posti possibili prima di rientrare al lavoro e ritrovare lo stress. Il sogno dei sogni sarebbe quello di trascorrere anche due soli giorni a Roma. Sono troppi anni che non vado, mi manca tanto.

E’ il primo Natale della pace per me. In un mondo che si fa la guerra, guelfi contro ghibellini, occidente contro oriente, destra contro sinistra, sinistra contro sinistra, uomini contro donne, donne contro uomini, canon contro nikon, apple contro samsung, cattolici contro gay, fondamentalisti contro i cattolici, gente contro i migranti, il vicino contro la vicina, il collega contro quel collega che non fa un cazzo senza rendersi conto che è lui il primo a non fare un cazzo, ecc. ecc., io mi tiro fuori e mi sento “superiore” rispetto a tutto ciò.

Ho la sensazione di volare sopra la testa della gente e di vedere e “sentire” l’odio che si respira a pieni polmoni. Stavolta guardo dall’alto, sono uno spettatore che osserva da una sorta di posizione privilegiata. Forse sto morendo, chissà…

Ho battuto il record di regalini natalizi. Ho pensato a tante persone, soprattutto a quelle a cui voglio bene. Ho perso il conto dei regali fatti. Io li ho considerati una sorta di “chiedere scusa per il rompicazzi che sono stato in questi ultimi anni”, c’è chi parla invece di semplice “Apertura”.

Il percorso per la via di Damasco è ancora lungo. Aprirsi dopo che hai scalciato per anni, non è facile. Però mi piace la reazione che stanno avendo i miei amici nel momento in cui hanno ricevuto i miei piccoli e semplici omaggi. Io non voglio nulla, non mi interessa ricevere nulla, avevo semplicemente il piacere di…. donare, senza secondi fini, senza chissà quali considerazioni psicologiche. Donare e basta.

Qualcuno di nuovo è arrivato, qualcuno è tornato, qualcuno sta tornando, qualcuno è perso per sempre. Tendere la mano non vuol dire perdonare tutto e tutti. C’è chi merita la mia amicizia, chi merita magari anche le mie scuse, ma c’è anche chi ho rimosso definitivamente dalla mia vita.

Anche a queste persone va comunque un augurio di Buon Natale. Spero solo che anche voi, un giorno, vi rendiate conto che praticando superficialità e odio non si va da nessuna parte.

Auguri a tutti.

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L’immagine è tratta dal sito: http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/natale_di_pace.htm

 

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6 pensieri su “Il mio Natale di PACE.

  1. Buon Natale caro amico.
    Io ho intrapreso questo viaggio tempo fa. Con alti e bassi.
    Non guardo indietro e gioisco con chi, come scrivi, capisce che la vita non è solo ciò che vediamo e tocchiamo.
    Ti abbraccio da Milano
    😊
    Vicky

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