Il gabbiano, la gabbianella e la balena.

Se c’è qualcosa che mi colpisce quanto una minigonna, questa è la coincidenza. No, non sto parlando dei treni ! 🙂 Mi piacciono le coincidenze intese come “segno del destino”, del fato, ciò che succede proprio mentre sta accadendo anche quell’altra cosa, ecc. ecc.

Ultimamente, quella balena del Mobys, ha avuto modo di “incontrare” due gabbiani, due stupendi esemplari di uccelli marini e due indiscussi protagonisti di altrettanti libri best seller.

In primo luogo, ho ordinato “Il gabbiano Jonathan Livingstone”. E’ stato un gesto quasi instintivo, un po’ come al negoziante cinese viene assolutamente naturale creare casino tra le corsie del suo supermercato.

Mi venne in mente, recandomi al lavoro come sempre in sella al mio fido scudiero Falstaff, che la prima persona che mi parlò di questo libro fu tal professore Ciuro, ai tempi della mia lunghissima militanza all’I.T.I.S. Alessandro Volta di Palemmo (ve lo dissi che insieme al diploma mi diedero la stellina per i dieci anni di frequentazione ?). Il professore Ciuro non era un insegnante di italiano, bensì di radioelettronica, una materia di cui non ho mai capito un cazzo. Malgrado, quindi, la sua materia non c’entrasse nulla con i romanzi, ricordo perfettamente che ci teneva particolarmente a raccontarci la storia di questo gabbiano. Essendo trascorsi così tanti anni ed avendo la mente annebbiata dal troppo sesso a cui vengo ripetutamente costretto dalle mie, più o meno, amiche veronesi, non ricordavo la storia del gabbiano Jonathan e siccome sono un acculturato e non un googlizzatore folle, ordinai su Amazon una copia del libro di Richard Bach.

gabbiano.jpgBella, bellissima storia. Come dico sempre, ognuno di noi può trarre messaggi diversi dai libri che si leggono. E’ così anche nella musica (pensate che c’è gente che ama quello con la sfera che non gli basta…), ed in tutte le forme d’arte in generale. Potreste anche restare delusi dalla banalità del racconto, ma tutto, ripeto, dipende da quanto siamo in grado di capire le cose al di là della loro apparenza. Ricordatevi, senza offesa per nessuno, che quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

Per quanto mi riguarda, leggendo Il Gabbiano Johathan Livingstone, mi ha fatto riflettere il messaggio che passa sulla tenacia, sul credere in ciò che fai e soprattutto sull’uscire dal sentiero percorso dalla massa. Jonathan inizialmente si ritrova solo, ma è convinto di essere nel giusto, il suo scopo primario è Vivere piuttosto che adeguarsi agli altri gabbiani per il semplice fine di vivacchiare. Mi ricorda il sottoscritto quando prese certe decisioni…

Poche settimane fa, un’amica, parlando di lasagne e di Masterchef, mi consigliò la lettura di un altro titolone, stavolta a me sconosciuto: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.

Essendo un poco offeso con Amazon, ho scelto di comprare questo libro “alla vecchia maniera”, cioè il libreria. Per mia grande fortuna ho trovato un unico libro che raccoglie tre storie del bravissimo Luis Sepúlveda. Avevo sentito parlare dello scrittore cileno ai tempi in cui mi sparavo nel gargarozzo qualche bicchiere di scotchsss nei peggiori bar di Caracas, pardon di Caprino Veronese, ma ero convinto che si rivolgesse più ai bambini che a… chiunque.

Il fatto stesso di trovare il libro nel settore romanzi e non nei libri per ragazzi, mi ha convinto ad acquistarlo.

gabbianeAnche in questo caso, la storia è semplicissima e molto scorrevole. Il libro si legge alla velocità di una mia storia d’amore e, anche in questo caso, c’è una morale che fa riflettere. In questo libro ho trovato solidarietà fra diversi (un aspetto oramai utopico di questi tempi, ma sognare non costa nulla) e il voler bene a qualcuno con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, anzichè cercare di cambiarlo. Mi ha esaltato, più che altro, la voglia di osare. La gabbianella rischia di morire, ma riesce a coronare il suo sogno. In questo libro mi sono rivisto parecchio, sia nella gabbianella che soprattutto nel mitico “gatto nero e grosso” il quale, anzichè voltarsi dall’altra parte e fare la sua bella vita da gattaccio amato e coccolato, si fa in quattro per aiutare la gabbianella. Il gatto arriva financo al punto di chiedere aiuto al tanto odiato “umano”, a dimostrazione che possiamo trovare qualcosa di buono anche in quella categoria di esseri umani che consideriamo nemici, brutti, sporchi e cattivi.

Il gabbiano Johathan e la gabbianella Fortunata potevano tranquillamente vivere da “normali” gabbiani, senza dover per forza rischiare il culo (penso che anche i gabbiani abbiano il culo ! ora cerco su Google …) per realizzare il loro sogno.

Sappiamo benissimo che la vita non è facile, spesso i sogni si infrangono miseramente, io stesso ero convinto che prima o poi mi sarei sposato con Lorella Cuccarini, ma bisogna provarci.

“Vola SOLO chi osa farlo” è il motto che esce fuori leggendo questo libro di Sepúlveda. Ognuno di noi fa la sue scelte e, come avrò scritto già tante volte, è meglio morire giovani, consapevoli di aver vissuto davvero e aver inseguito i propri sogni, piuttosto che morire vecchi senza aver mai assaporato l’emozione di osare.

Che senso ha morire senza aver mai realmente vissuto ?

Entrambi sono storie per ragazzi ma, credetemi, hanno parecchio da insegnare anche agli adulti.

Cordialmente Vostro.

Il Mobys

 

Link utili su IBS LIBRI:

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON

STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE

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3 pensieri su “Il gabbiano, la gabbianella e la balena.

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