Umbria, amore a prima vista.

Si invitano i tifosi ospiti a rimanere nel proprio settore fino a quando le forze dell’ordine non daranno l’autorizzazione ad uscire.

Cosa c’entra questa frase con il post ? Assolutamente nulla ! Il dottore mi disse che soffro di “carenza da campionato”, cioè ho i classici sintomi di una persona che da troppe settimane non assiste ad una gara dove i tre punti in palio sono più importanti delle parole di Salvini. Sudorazione eccessiva, palpitazioni, orticaria, principio di gonorrea: reazioni analoghe a quelle che hanno i mariti quando le proprie mogli gli chiedono, più o meno velatamente, di andare a fare shopping insieme.

La lunga e, come sempre, divagante premessa, ha un senso. Sotto sotto, ma ha un senso. Volevo avvisare i miei lettori che non sono affatto tornato, il presente blog non ha riaperto i battenti, non mi manca affatto questa vita. Le motivazioni riportate nell’articolo scritto a febbraio 2019 (La maledetta facebookizzazione di WordPress), restano ancora valide. Tuttavia, ho deciso di raccontare la mia esperienza in terra umbra, fondamentalmente per tre motivi: 1) per mia futura memoria. 2) La speranza di fornire qualche dritta ai lettori più occasionali delle mie partner del venerdì sera. 3) Perchè ciò abbatte i livelli di colesterolo nel vostro sangue. Insomma, lo stesso dottore di cui sopra mi disse che scrivere e leggermi equivale a prendere tre Danacol al giorno.

Visitare l’Umbria fa bene. Fa bene allo spirito, alla panza e al cuore.

Avevo voglia di trascorrere una vacanza diversa dal solito (mare, sabbia, mangiare, sabbia, mare, mangiare), e soprattutto di tornare a fare tanti scatti con la mia macchina fotografica. Così scelsi l’Umbria, avendo come “base operativa” un hotel ad Assisi.

Credo di essere riuscito a mettere insieme tutta una serie di esperienze vissute negli ultimi anni: c’erano i luoghi da fotografare (cosa che feci in Toscana circa tre anni fa), ma c’era anche relax e sguazzo (vedi Caorle), grazie alla piscina dell’hotel dove alloggiavo.

Di conseguenza è uscita fuori la mia vacanza ideale. Ci ho impiegato anni, ma finalmente l’ho capito: non solo sguazzo o solo foto, ma sia sguazzo che foto ! Come mi disse una mia ex rumena “perchè avere un solo uccello quando mondo essere pieno di uccelli ?”.

Tornavo in hotel, dopo aver camminato tanto, stanco e accaldatissimo, e la piscina, capirete bene, mi consentiva di “cancellare” le seppur “soddisfacenti” fatiche. Mitico hotel, anche se mi è mancata la colazione all’inglese e anche se le camere non erano insonorizzate (puntuale l’ascolto di una trombata in diretta. Non ho mai capito se sono loro a seguire me oppure io a seguire loro, cioè le coppie che si danno al “Ohhh yesss !”).

L’Umbria mi è piaciuta parecchio e la straconsiglio a tutti. Ho scattato mille foto ma la cosa più importante è che ho visto scenari meravigliosi, molti dei quali non potevano essere immortalati (stavo guidando !). Vai in giro per le strade umbre e, a destra e a manca, vedi qualche borghetto arroccato in un cucuzzolo di montagna.

La fotografia ha rappresentato, come sempre, un grosso stimolo. Ho visitato tantissimi borghi del nord-est (e aggiungo toscani, emiliano-romagnoli e lombardi), e questa è stata la prima volta che mi sono spinto così lontano con la mia fida autovettura. Scattare, come dico sempre io, è importante (in questa sede non parliamo delle esagerazioni che sicuramente constaterete anche voi), ma visitare i posti è prioritario.

Sentire il “profumo” di quel luogo, respirarne l’aria, rendersi conto della storia di quel posto stesso, sono fondamentali. Portare a casa la bella fotografia è importante ma, vi sembrerà strano detto da un patito come me, non è la priorità. Ciò detto anche per un problema tecnico: se capitate a Civita Bagnoregio a mezzogiorno, farete delle fotografie di merda. Idem se arrivate ad Orvieto (o in qualsiasi altro monumento del mondo) e l’immagine che volete fotografare è controluce. Che fate ? O restate sino al tramonto (fascia oraria stupenda per i vostri scatti), oppure scattate per la serie “accontentiamoci del meno peggio”, un po’ come quando ci si sposa dopo i quarant’anni. Non a caso, come ho detto in passato, fra appassionati di fotografia ci si augura sempre “buona luce”.

Essendo agosto e con 35/40 gradi percepiti, era difficile portare a casa qualcosa di decente. Alla fine ho pubblicato su Facebook tre album e una novantina di foto quantomeno “decenti” (Album Umbria 1/3 , Album Umbria 2/3 , Album Umbria 3/3).

Malgrado quindi l’oggettiva difficoltà a portare a casa un buon risultato fotografico, devo dire che l’Umbria mi è rimasta nel cuore, e questa è davvero la cosa più importante.

Assisi è magica, per certi versi mi sembrava di essere a Città del Vaticano. Tanti pellegrini, tantissimi giovani, tanti boy scout che cantavano, molta gente che pregava e addirittura si commuoveva dinnanzi alla tomba di San Francesco.

Fra i cosidetti “borghi più belli d’Italia” c’è stata la sorpresa Montone, un borgo in provincia di Perugia, che ha rappresentato la tappa più bella della mia settimana umbra. Altra sorpresa inaspettata è stata Rasiglia, un posto che fra poco entrerà sicuramente a far parte dei borghi più belli d’Italia. Hanno creato dei corsi d’acqua dentro un paesino, facendolo diventare una bella attrazione turistica. Devono ancora crescere dal punto di vista organizzazione parcheggi, ma sono già a buonissimo punto.

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Rasiglia

Bellissima Perugia, con il suo storico acquedotto, ma ancora più belle Gubbio e Spoleto. Gubbio è un capolavoro, mentre a Spoleto hanno avuto la geniale idea di fare arrivare le persone molto in alto (sino alla Rocca) tramite scale mobili. Quindi posteggi giù (io addirittura lo feci aggratis), fai qualche centinaio di metri e poi prendi le scale mobili che continuano a salire come se la destinazione fosse il Paradiso di Gianluca Grignani.

Come mi aveva detto qualcuno, i laghi non mi hanno esaltato: dopo che conosci quelli trentini (e vedi quotidianamente il Lago di Garda…), difficilmente apprezzi il Lago del Trasimeno. Nel mio “sforare” nel Lazio ho visto anche il famoso Lago di Bolsena, restando stupito della meraviglia del paese più che del lago stesso. Bellissima ma tanto sottovalutata Bolsena (negozi chiusi, nessun turista in giro), si pensa troppo al lago e poco al centro del paese che invece è incantevole. Un castello (ovviamente si paga per entrare), tre persone 3, e niente più.

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Civita di Bagnoregio

A proposito di Lazio, ho visitato Civita di Bagnoregio, una meta che avevo in mente da anni. Esserci arrivato, essere lì IO, ha rappresentato un motivo di grande orgoglio per me. Civita di Bagnoregio viene altresì chiamata “la città che muore”, in realtà non credo che morirà mai (pur contando 11 abitanti): è un bellissimo centro commerciale che attira tantissimi visitatori (che pagano 5 euro per entrarci). Per carità, assolutamente bello da vedere UNA volta nella vita, sicuramente spettacolare di sera con le luci accese, ma è un po’ faticosa da raggiungere. Vista Orvieto, ed il suo duomo spettacolare, si torna in Umbria.

La cosa che mi delude un po’ è la condizione delle strade, a (molti) tratti pessima. Asfalto irregolare, troppi dossi, troppe sconnessioni. Insomma in Umbria non c’è bisogno di dissausori, si DEVE per forza andare piano ! 🙂

Come avevo previsto, Spello attira una miriade di turisti, ma in fondo se lo merita. Bel borgo, anche se in salita. Parlavo delle “chicche” Montone, Rasiglia, Gubbio e Spoleto. Ecco, fra le “star” inserisco anche Norcia. Sinceramente non pensavo che fossero/fossimo così indietro con la ricostruzione. Ho trovato una città ancora profondamente ferita e tutto ciò mi ha messo tanta tristezza addosso. Ecco, i 5 euro per pagare l’ingresso a Civita, li avrei pagati volentieri anche per entrare a Norcia, infatti ho pranzato in un ristorante del luogo pur non avendo particolarmente fame (pessima amatriciana, ma vi voglio bene lo stesso ! 🙂 ).

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Norcia

Aggiungi circa 45 minuti di auto e sali verso la famosa Piana di Castelluccio. Li vedi un paesaggio incredibile (a proposito di Paradiso) anche se, a quanto pare, il vero grande spettacolo avviene quando c’è la famosa fioritura, cioè verso fine luglio. Ho raggiunto Castelluccio, anche in questo caso non ero a conoscenza della grande devastazione del terremoto. Per fortuna ci sono attività commerciali che resistono e che vengono visitate dai turisti.

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Piana di Castelluccio

Note a margine: buona presenza di bagni pubblici, assolutamente segno di civiltà. Sia a Trevi che a Montefalco li trovai perfettamente puliti (male Spoleto, da questo punto di vista). Graziosissima Bevagna e bel posticino (molto “vinicolo”, per restare in tema col mio lavoro) anche Montefalco, con dei bagni pubblici che facevano commuovere per la loro pulizia, anche se mancava completamente la carta. Brutto scivolone. Paese spettacolare, bagni pubblici nuovi e pulitissimi, ma tutti (sia in centro paese che in zona parcheggio) sprovvisti di carta. Ciò malgrado si fanno perdonare con un ottimo vinello Sagrantino Passito DOCG, quindi, alla fin fine, Montefalco promossa a pieni voti.

Nota a margine delle note a margine: potrei intavolare una lunga discussione sui cosidetti “Borghi più belli d’Italia”, ma ho già scritto tanto, il mio scopo e rendere onore ad una regione stupenda come l’Umbria e non quello di polemizzare verso quella che resta comunque un’associazione di comuni, non certo un premio dato ad un ristorante dal Gambero Rosso o dalla Guida Michelin.

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Perugia

Noi soddisfiamo determinati requisiti, aderiamo all’associazione e diventiamo uno dei borghi più belli d’Italia (con relativo sito, rivista mensile e libro annuale, spesso acquistato dal Mobys). Tutto fila, non c’è trucco, non c’è inganno. Quello che rompe le palline ad un rompicoglioni come il sottoscritto, è dare il vessillo praticamente a cani e porci. Se io dico che in Italia ci sono un tot di fighi, i quali sono i più belli di tutta la Nazione, ma poi inserisco fra questi anche un Alvaro Vitali, con tutto il rispetto, non solo sminuisco i VERI fighi, ma rendo meno credibile l’associazione stessa. E’ questo il danno maggiore. E’ lo stesso identico ragionamento che facciamo spesso al lavoro: ogni titolare è liberissimo di arricchire tutti, ma così facendo scontenta chi si rompe il culo sul serio.

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Cioè vado a Perugia e non visito il Renato Curi ?? 🙂

Questa è una sensazione che avevo già provato visitando qualche pseudo borgo del nord. Per fortuna è qualcosa che accade raramente. Tradotto, voglio dire che Bettona non è assolutamente paragonabile agli altri borghi umbri. Non è questione di gusti, come insegnava il rag. Filini col pesce ratto, ma è un ragionamento obiettivo: tanto asfalto e soprattutto una miriade di auto in quella che dovrebbe essere la piazzetta centrale del paese: Bettona è praticamente l’unico posto in cui non ho POTUTO scattare nemmeno una fotografia. Per carità, c’è anche tutto un panorama attorno (viene definita “il balcone etrusco”), ma non puoi consentire di posteggiare a dieci centimenti dalla porta d’ingresso del comune e definirti uno dei borghi più belli d’Italia.

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BETTONA. Nemmeno a Caprino Veronese c’è qualcosa del genere.

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BETTONA. Incantevole… l’asfalto.

Bettona, Trevi (che non mi ha particolarmente emozionato; forse perchè la camminata in salita è stata faticosa…) e le Fonti del Clitunno (3,5 euro per vedere un laghetto con tre cigni esauriti che vi ci sguazzano), sono le mete che avrei sicuramente fatto a meno di visitare. Todi senza infamia e senza lode, ma dopo aver studiato Jacopone come facevo a non andarci ? 🙂

Il bilancio finale resta molto positivo. Umbria nel cuore. Ho macinato MILLE km (gli altri mille li considero viaggio andata e ritorno da Verona) in una settimana. Se non è Amore questo …. Mi resterà per sempre il ricordo dei suoi tanti borghi suggestivi, della gente che parla con l’accento romano, dei taglieri di affettati strasucculenti, della buona cucina in generale, delle preziosissime fontanelle d’acqua, dei prezzi “umani” e il folklore delle cosidette “norcinerie”.

Ci tornerò, perchè no ? Magari per vedere Norcia ricostruita.

Ciao a tutti e scusate per gli errori !

 

4 pensieri su “Umbria, amore a prima vista.

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