Il Gol e l’emozione “aVARiata”.

Chi segue il calcio, anche se in una maniera più defilata rispetto ad un tifoso, sicuramente avrà sentito parlare del VAR, ovvero del “Video Assistant Referee”, utilizzato per assistere gli arbitri durante le partite di calcio e rimediare, più o meno tempestivamente, alle loro eventuali sviste.

Nella stagione in corso, ovvero la 2019/20, il VAR può intervenire solo in determinati casi. L’assistente dell’arbitro, che si trova in cabina di regia (il cosidetto AVAR), rivedendo l’azione che ha portato al gol o ad un potenziale calcio di rigore, passa qualche secondo (ahimè a volte minuti) a rivedere il tutto a rallentatore e comunica il verdetto all’arbitro. Quest’ultimo, a volte, viene chiamato a rivedere l’azione in questione sugli appositi schermi posizionati a bordo campo perchè, in ogni caso, è a lui che spetta l’ultima parola.

Il VAR interviene, quindi, solo quando si assegna un gol o un calcio di rigore, per espellere un giocatore che ha “mollato” una gomitata a un avversario, e se c’è stato uno “scambio di persona” nel momento in cui l’arbitro ha ammonito o espulso un calciatore.

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Con l’adozione del VAR non sono certo diminuite le polemiche. In teoria si dovrebbe sbagliare meno, sicuramente i fuorigioco sono correttamente segnalati, ma il senso di questo mio post è un altro, e purtroppo non è stato approfondito da parte di chi fa del racconto del pallone, il proprio mestiere: l’uccisione dell’emozione del gol.

Non entro, in questa sede, nel merito della moltiplicazione di pani, pesci e calci di rigore, fischiati per qualsiasi tocco di mano. E’ ridicolo, ma esiste un organismo che detta le regole, ed è stato stabilito che se il braccio è troppo distante dal corpo, è calcio di rigore.

Il VAR doveva servire per fugare ogni dubbio, per consentire alla tecnologia di assistere (appunto…) gli arbitri che, a differenza dei nostri titolari, sono comunque esseri umani, ma così non è stato, e spesso le gare si sono chiuse trascinandosi dietro una miriade di polemiche.

Cosa hanno visto in sala-VAR ? Perchè l’arbitro non è andato a rivedere l’azione nel monitor presente a bordo campo ?, Quanto tempo ci vuole per capire se il gol è regolare o meno ?, ecc. ecc.

Tutto ciò, ripeto, non mi interessa. E’ un sistema nato pochi anni orsono ed è logico che ci vogliano anni di necessario rodaggio.

Quello che mi da enormemente fastidio è che oggi non puoi esultare quando la tua squadra segna un gol. Aspè, un attimo, è gol oppure l’arbitro, su segnalazione dell’AVAR, segnala che c’era fuorigioco ?

Secondo il mio modestissimo avviso, deve esserci il giusto compromesso fra l’azione regolare e quella cosa che solo un tifoso di calcio può capire: l’emozione del gol.

Ci sono nato e cresciuto con questa emozione. La mia generazione è quella che esultava quando alla radio un giornalista di “Tutto il calcio minuto per minuto” segnalava un gol. Si esultava a casa, si esultava come pirla dentro la macchina mentre eravamo in viaggio, si esultava in spiaggia, ecc. ecc.

Era GOL. Buttavi fuori un urlo da paura e questo urlo, questa emozione, a volte anche le lacrime, accomunava il tifoso del Juventus e quello dell’Avellino, l’interista e chi segue il proprio figlio che gioca fra i dilettanti.

Esultavi magari per un gol che era irregolare, lo capisco, ma ancora oggi parliamo della “mano de Dios“, che consentì a Maradona di segnare contro l’Inghilterra il 22 Giugno 1986: il VAR avrebbe giustamente annullato il gol. Per carità giustissimo ma….

Sarò pazzo, ma io preferisco l’errore umano dell’arbitro (perchè comunque credo sempre nella loro buona fede, altrimenti inizierei a seguire l’hockey sul prato…), piuttosto che la cancellazione della stupenda emozione che ti regala il GOL, piuttosto che questa “strozzatura” in gola dell’urlo.

Queste sono emozioni che definisco AVARIATE !

Il GOL è GOL, mentre a volte si passa addirittura dall’annullamento del gol appena realizzato, alla concessione del calcio di rigore a favore dell’altra squadra “perchè nell’azione precedente c’è stato un fallo…”. Ma stiamo scherzando ?

Non mi piace questo orgasmo che forse c’è, forse no, aspetta che ci rifletto un attimo, lo vado a rivedere e…. si, dai., ecco l’orgasmo.

In questi mesi ho pensato tante volte alla scena finale di un vecchio e stupendissimo film, Febbre a 90°. Esso narra della vittoria dell’Arsenal per 2-0 ottenuta nei minuti finali. Grazie a quel secondo gol, l’Arsenal vinse la Premier League 1988/89.

Guardatevi i secondi finali del video che condivido qua sotto. Pensate se quella scena fosse stata vanificata da una, ripeto, seppur esatta segnalazione di un precedente fallo o di un fuorigioco.

La scena finale di quel film è la scena che abbiamo sempre vissuto nelle nostre case e negli stadi e che oggi, tristemente, non ha più senso.

Allora il GOL è GOL, a meno che non ci sia una FULMINEA segnalazione degli arbitri. Io la penso così. Non mi piace questo tipo di calcio, non mi piace vedere la Serie A che gioca col VAR, mentre altre categorie no. In Champions League c’è il VAR, mentre in Europa League no.

Ma andate affanculo. Il calcio è stato sempre stupendo anche perchè ERA uguale, da Cristiano Ronaldo al campetto di Vigasio.

 

5 pensieri su “Il Gol e l’emozione “aVARiata”.

  1. Chi ama il calcio, non può essere a favore del VAR. Provate a chiedere a chi veramente ha giocato a pallone, provate chiedere ai vari Tardelli, Collovati, ecc.ecc. Stanno uccidendo il calcio, forse lo sport più bello al mondo.

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  2. Hai ragione, tutto è diventato assurdo. Per di più non mette d’accordo nessuno e le polemiche sono aumentate, e si ruba lo stesso.
    Che bello che era quando si esultava ballando e saltellando di gioia scaricando l’adrenalina. Ora se và bene ci limitiamo a prender atto del cambio di punteggio.

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  3. Dici bene concordo ed ahimè posso pure dirti che oltre la tv è ancora peggio vissuto allo stadio dove ho avuto il piacere di esultare per un var a favore ma anche per un var contro, niente in poche parole è finita la magia, l’anticalcio che voleva Biscardi è servito, si si ok, molti diranno “non rubate più” certooooo come no, ogni partita una rissa appunto perchè c’è qualcosa che puoi o devi rivedere. Speriamo per i prossimi anni che i nostri giovani tifosi possano ancora godere dello spettacolo del calcio, senza inutili inserzioni di calcio femminile, under 23 e menate varie. Ciao ciao e a presto.

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