Comunque vada, Grazie Greta ! (non la Thunberg).

Eccomi qua. L’Anteprima del post voglio affidarla a tal Baglioni Claudio, un cantante conosciuto ed apprezzato da venti generazioni, alieni, complottisti, dentisti, ecc.ecc.

Ora sono qui
L’unica paura che resta del futuro
È di non esserci
Tra sparare oppure sparire
Scelgo ancora di sperare
Finché ho te da respirare
Finché ho un cielo da spiare

Siamo ancora in piena emergenza Coronavirus ma oggi, 2 Maggio 2020, sicuramente respiriamo un’aria completamente diversa rispetto a quella di un mese fa. Oggi si parla di riaperture e scrivo questo post praticamente alla vigilia dell’inizio della cosidetta fase 2.

Qualcuno di voi l’ha capito: la mia sensibilità (del cazzo) è talmente tanta da non essermela affatto sentita di mettermi davanti al mio Mac per scrivere un post. Se si potesse descrivere con un grafico, la curva arriverebbe fuori dal monitor e toccherebbe il soffitto. Come dissi all’Amica Paola (notare la A maiuscola), mi sono sentito talmente “svuotato”, da risultare poco lucido in qualsiasi mio gesto quotidiano. La poca lucidità mi portava a sviluppare un pensiero e a pentirmene nel momento in cui accendevo il computer. Ho rimandato, aspettando tempi migliori. Scrivere per me è una passione, ma c’è chi riesce a suonare mentre il Titanic sta affondando, c’è chi si porta il sax in bocca ma non riesce a tirar fuori nemmeno due grammi di fiato.

Vi risparmio l’ennesimo post sul Coronavirus fatto di numeri, complotti, sul 5G che ucciderebbe più delle sigarette, sui cinesi che hanno partorito il virus mentre mangiavano riso flitto, alga flitta, gelato flitto, ecc, Le cose serie le lascio alle testate giornalistiche serie. Non vorrei mai che ricevessi un messaggio di Brusafierru che mi dice “Mobys, sei il solito cazzone”. Grande Brusa, quando tutto sarà finito riprenderemo le nostre partite a Golf !

Questi due mesi di pandemia li voglio descrivere in periodi, perchè ogni settimana è stata durissima e diversa dalla precedente. Sono passati pochi mesi da quando è iniziato il 2020, ma in realtà sembra che siano passati anni; anni pesanti e faticosi.

A fine febbraio, come ho già scritto (grazie ancora per gli auguri), ho festeggiato il compleanno mentre girava la voce che era meglio evitare i ristoranti cinesi perchè il virus era sicuramente da quelle parti. Andai apposta nel mio ristorante cinese preferito e mi sparai nel gargarozzo il miglior pranzo degli ultimi mesi, IVA compresa. Una settimana dopo scoppiò la bomba e l’incubo ebbe inizio.

La sensazione prevalente è stata la paura, la fottutissima paura, anche perchè io lavoro a contatto con i camionisti e, per parecchie settimane, mi sono sentito come giocare alla roulette russa. Mi sono detto che se non prendevo il virus era solo per fortuna, non certo per la mascherina che indossavo. Dopo qualche settimana di terrore, mi sono “abituato” al rischio, cerco di stare il più lontano possibile da loro, ho prestato grande attenzione a disinfettare quotidianamente il mio ambiente lavorativo, e sono andato avanti.

Non mi faceva/fa paura la morte. Ciò che mi fa rabbrividire maggiormente è quel cilindro trasparante che ti inseriscono nella testa. Per non parlare del fatto che non puoi comunicare con le persone che ti vogliono bene.

Per fortuna ho sempre lavorato. Questo è un aspetto fondamentale perchè, anche se da un lato ti senti perennemente a rischio, dall’altro lato guadagni, VIVI, non ti manca l’ossigeno, non sommi alla preoccupazione derivata dal rischio sanitario, quella procurata dai picciuli che non entrano. Inoltre il dottore mi ha detto che mandare spesso affanculo i miei colleghi della produzione mi abbassa il colesterolo. Per questo voglio un gran bene a tutti loro ! 🙂

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Cosa mi è piaciuto (malgrado tutto…) e cosa no, di questi due lunghi mesi ?

Mi è piaciuto avere le strade tutte per me. Triste ma anche godurioso. Nei primissimi giorni, quando eravamo in pochissimi a circolare, mi sono piaciuti certi sguardi di intesa fra mascherine di sesso opposto. Era quasi come a volermi dire “Anche tu sei fra i pochi che possono uscire da casa ? Cosa aspetti ? Scopami, stronzo !”.

Mi è molto piaciuto come ha gestito e sta gestendo la pandemia la Regione Veneto. Credo che Zaia sarà uno dei pochissimi politici che uscirà addirittura trionfatore da questa merda. Per la prima volta dopo 20 anni mi sono sentito “al sicuro” ed orgoglioso di lavorare in questa Regione.

Mi sono piaciuti i saluti da parte di vicini con cui, da buoni polentoni, non ci siamo cagati per anni. Saluti e addirittura due chiacchiere. Sicuramente questo è frutto del periodo che stiamo vivendo.

Mi è piaciuto, infine, assaporare il gusto di restare a casa a leggermi un libro, a spararmi una serie dopo l’altra su Netflix o semplicemente a stare seduto fuori a guardare il monte Baldo. Tutte cose normalissime ma per me è stata un’esperienza inedita, considerando che per me week end ha sempre significato scappare da casa subito dopo sveglio e andare a zonzo tutto sabato e metà domenica (pomeriggio domenicale destinato all’Avellino e alle pulizie). Ecco, questo maledetto virus mi ha insegnato che posso restare anche a casa, evitando di prendere la macchina macinando km e facendo dieci spese in dieci supermercati diversi (questa è una mezza battuta).

Cose che non mi sono piaciute: la consapevolezza che siamo enormemente piccoli nei confronti di una merda di virus. Ci sentiamo i padroni del mondo, facciamo gli sboroni dicendo che io ho il cazzo più lungo del tuo, le mie armi nucleari sono green mentre le tue vanno a pile, ma in realtà questa tragica esperienza mi ha fatto capire che, come accaduto in passato e come sta accadendo oggi, anche in futuro ci potrà essere un virus Covid-Salvino che ucciderà tantissima gente, con buona pace di preservativi, mascherine, gel, guanti, ecc.

Non mi piace non poter programmare le mie vacanze agostane. Non mi piace pensare che torneremo ad essere sereni chissà quando e comunque i nostri trentamila morti ce li siamo sorbiti. Anche per questo, non mi sono accodato alla grande platea di persone che  si sono impegnate a recitare il ruolo di ottimisti, fra inni e flash mob della minchia.

Qua non si trattava (o si tratta) di essere ottimisti. Spesso possiamo e dobbiamo semplicemente starcene zitti. Il mio silenzio durato qualche settimana ne è la testimonianza. Tantissimi morti, attività in difficoltà, economia mondiale nella merda, sensazione di avere un cecchino che potrebbe colpirti da un momento all’altro, libertà andata a farsi fottere, difficoltà a fare la spesa (e se dimentichi di comprare qualcosa, ti viene da piangere): no grazie, sta positività del cazzo, sto andràtuttobene, ficcatevelo nel culo. I primi giorni potevo anche capirlo, c’era bisogno di “energia positiva”, ma quando siamo entrati DAVVERO nel tunnel, altro che ottimismo, altro che canzoncine urlate sui poggioli. Come dico sin dalla Prima Comunione, la Vita è cosa ben più seria delle dirette facebook e dei video falsamente positivi. Mi ricordano, per certi versi, quelli che pubblicano la foto del loro anniversario di Nozze ma poi, dopo cinque minuti, lui ammazza di botte la compagna, magari perchè ha spezzato gli spaghetti..

Non mi è piaciuta come è stata gestita l’emergenza da parte di quei supermercati che solitamente consegnano anche direttamente a casa. Dovevano assumere e rafforzare quel reparto, non posso ordinare la colomba pasquale oggi e riceverla a Ferragosto ! Ci ho rinunciato. Dovevano rafforzare il settore soprattutto per la gente più in difficoltà, i disabili, le donne incinte, gli anziani, ecc. Amazon, invece, non si è mai fermato, non mi ha mai dato la sensazione di essere andato in tilt.

Non mi sono piaciuti certi collegamenti-video i quali, considerando che siamo nel 2020, a parte il ridicolo, hanno rasentato l’imbarazzante. Giornalisti che perfino nel contesto della conferenza stampa con il premier Conte non riuscivano a farsi vedere o quantomeno a farsi sentire dignitosamente. Capisco tutto, le televisioni hanno “raschiato il barile” per cercare di mettere in piedi trasmissioni degne di questo nome, ma in molti casi era davvero una pena sentire (anzi non poter sentire) l’intervento di qualche ospite. Ragazzi, ma a casa ancora avete il modem 56k che sembra macinare caffè ? Polemizziamo sul 5G quando ancora c’è gente che non riesce a collegarsi due minuti con Skype o affini !

Non mi è piaciuta l’ironia sui parrucchieri e sui centri estetici. All’inizio del lockdown potevo capire benissimo la polemica “E’ inutile che ti fai bella, dovete stare a casa !!”. A distanza di due mesi trovo certe battute fuori luogo. Andarci a tagliare i capelli è “un bene di prima necessità”, non un capriccio. Hanno messo tutto in un unico “calderone di cose evitabili”, da rinviare addirittura l’apertura al 1 giugno, ma il massaggio non c’entra nulla col taglio, stare “puliti” comporta anche avere i capelli in ordine, non solo lavarci le mani ogni cinque minuti !

Andiamo alla fase attuale, una fase che mi vede passare da sostenitore ad oppositore di questo Governo. La conferenza stampa di Conte di domenica 26 aprile segna la fine del mio appoggio politico (non che ciò sia fondamentale…). Secondo me è stata gestita in maniera pessima la fase 2. In questa sede non discuto delle attività commerciali che potrebbero riaprire, perchè queste sacrostante polemiche le sentite oramai da una settimana. Mi limito a riportarvi il motivo del mio malessere: da lunedì 4 maggio praticamente possono uscire tutti, tranne il sottoscritto, lavoro ovviamente a parte.

In Veneto, se hai un “affetto stabile”, una barca da sistemare o una seconda casa, puoi spostarti da un comune all’altro. Le persone sole come me, non hanno alcuna giustificazione. So benissimo che posso scrivere “sto andando a trovare la mia suocera di lattice”, ma io non voglio scrivere minchiate, voglio essere in regola, sono nato preciso e voglio continuare a seguire le indicazioni del nostro Governo senza sgarrare di un millimetro. Non mi interessano i piani-B !

Mi rendo conto che le attività commerciali di svago saranno ancora chiuse, ma io volevo semplicemente spostarmi nei comuni limitrofi perchè magari hanno quel Lidl, quel Martinelli, quel MD o qualsiasi altro cazzo di catena commerciale che nel mio paese non esiste. Da due mesi sono costretto a farmi file assurde per andare all’Eurospin, ad acquistare cose che non mi piacciono e al prezzo che non mi piace.

Non mi sono lamentato, con una pandemia del genere puoi anche accontentarti del succo di frutta di minchia, piuttosto che di quello della Zuegg, ma adesso mi si può consentire di entrare in fase 2, visto che praticamente ci entrerà chiunque ? NO !

Mi sono fatto il film del prossimo week end, il primo della fase 2. Tutti escono, tutti hanno qualcuno da andare a trovare. Io, che non posso fare assembramento nemmeno se mi sforzo, resterò ancora una volta a casa a udire gli augelli far festa. Mi sarebbe bastato perfino fare un giro restando in macchina, ma fatemi respirare un pizzico di libertà uscendo fuori dall’asse paese dove vivo-località lavorativa.

Non è stato possibile, ma se non altro, finalmente, mi hanno fatto capire a cosa serve avere degli affetti. L’ho capito perfino io, che sono rimasto l’ultimo “osso duro”, dopo che il mio “collega di gemellitudine” Scheldon Coooper si è messo con Amy Farrah Fowler: Stronzo !

Cosa mi manca oggi ? Tutto ciò che manca anche a voi. Se devo proprio “stringere”, visto che ho già scritto tantissimo, direi che mi fa stare male il fatto che, se anche volessi, non potrei scendere a Palermo. Poi mi manca il mio oste della malora, tal Mirco della pizzeria Olympia di Caprino. Appuntamento fisso per il pranzo del sabato, da otto anni a questa parte. Ho perfino nostalgia dei nostri dialoghi ripetuti ogni sabato, quasi come se fossimo dei pazzi: lui che mi elenca i primi del giorno ed io che, puntualmente, rispondo che mi va il mio solito amatissimo spaghetto AOP (aglio, olio e peperoncino), che poi sarebbe il mio primo preferito.

In tutto questo discorso (siete riusciti a seguirmi fino a qui ??), col rischio di apparirvi infantile, mieloso, banale, e chi più ne ha più ne metta, voglio concludere questo post citando la persona per me più importante da quando è iniziato il lockdown: la piccola Greta. Questo piccolo mucchietto di ossa è riuscita a farmi addormentare col sorriso sulle labbra ogni sera. Lo so, è incredibile, forse è anche stupido, ma è la pura verità. Quasi ogni sera, prima di addormentarmi (o addirittura spesso anche in pausa pranzo), guardavo questi trenta secondi di video.

Potenza dei bambini.

Forse un giorno wordpress farà la fine di myspace e non esisterà più, ma mi piace pensare che, quando Greta sarà grande, e forse il sottoscritto non sarà più su questa terra, leggendo questo post si renderà conto quanto lei, piccolissima e dolcissima, è stata importante per un omone grande e grosso come me !

Grazie stupendissima Greta, te lo dico con tutto il cuore. Vi giro il video, spero che funzioni correttamente e vi dico soltanto che, fra le altre cose, quando dice “ho già detto” sono partiti diecimila sbaciucchi virtuali nei suoi confronti. Per non parlare della mia reazione sulla sua frase finale… 🙂

Alla prossima !

 

 

20 pensieri su “Comunque vada, Grazie Greta ! (non la Thunberg).

  1. Vince, ma io mi domando e dico: hanno aperto le frontiere – e io credevo di vivere in Italia -quando ci incontreremo?
    Tempus fugit, amico mio tenerone ❤
    Ciao, è un piacere trovarti e sorridere 🙂
    Vicky

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  2. tu sei un genio eclatante VInce… e spero vivamente di poterti continuare a leggere all’infinito anche se WP a volte fa’ le bizze e non mi segnala tue nuove pubblicazioni! 🤞😷🤞 ti abbraccio

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  3. Ciao Tiziano ho appena letto la nuova ordinanza del governatore Zaia che consente di fare la spesa in un Comune diverso da quello di residenza ! Sembra quasi che mi abbia sentito 😀😀. È incredibile, morale della favola, che un presidente di Regione arrivi laddove il Governo è stato (volutamente o no) “sbadato” ..

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  4. OnBecienzobbello, alla vigilia della “fase 2” non posso che confermare i miei timori per l’auspicata “ripresa”. Sono stato in cassa integrazione dalla fine di marzo e domani riprendo a lavorare a singhiozzo, cioè tre giorni si’ e due giorni in cassa integrazione. La settimana prossima non è dato saperlo. E c’è chi sta peggio perché non accede alla cassa integrazione. Inoltre il fatto di non potere andare a fare visita ai propri cari distanti (essendo emigrante, come te) è un ulteriore peso, a maggiore ragione del fatto che il virus se ne sbatte di fasi 1, 2 e 3, contare fino 10 come nel gioco della campana e tirare ancora il sasso.
    Non entro nel merito di chi ha fatto bene o male, qui hanno sbagliato tutti perché l’economia non poteva fermarsi e la sanità non era preparata a situazioni di emergenza nazionale. Tutto riconducibile a questioni economiche (e di ordine pubblico). Il resto dei discorsi dura quanto un fesso di “flash mob”. Credo sarà un’altra occasione mancata per un cambiamento radicale, a un ripensamento a uno stile di vita che metta al centro la salute e il benessere dell’uomo anziché i soldi (tanti per pochi). Nel mio piccolo, sto assistendo al modello Schettino clonato e replicato. Qualche esempio di solidarietà anche, ma è come il peperoncino nel tuo piatto preferito: q.b.
    La concentrazione per scrivere in questo periodo si è rivelata ridotta al lumicino, non solo per le cause esogene della situazione, ma anche perché in famiglia mi sono ritrovato a svolgere più lavori: tecnico informatico, smazzatore di compiti di terza elementare (per due classi visto che i miei due nani sono in due sezioni differenti), spiegazione dei compiti, motivatore (con scarsissimi risultati), cuoco (con modesti risultati).
    Insomma, la concentrazione per scrivere, a dispetto del tempo apparentemente a disposizione, si è andata a fare un giro. Almeno lei.
    Un abbraccio!

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  5. Non c’è carissimo Tiziano. Ci lavoro da domenica sera. stasera sono apparse spiegazioni ancora più dettagliate in cui si parla di parenti di sesto grado … non ho parole.

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  6. grande Vincenzo, condivido tutto, compreso la critica alla fase 2. Vai sul sito della regione, c’è una faq, magari qualche scappatoia x potersi muovere la trovi.

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