Santo o mafioso ?

Ciao a tutti. Non è il massimo scrivere un articolo mentre un maledetto mal di testa mi tormenta da stamattina, ma proviamoci ugualmente, in barba al malessere e al fatto che oggi è lunedì. Scrivere di lunedì, e per giunta col mal di testa, equivale ad avere una compagna affetta dalla rara malattia della “pisellite”. Non sapete cosa è la pisellite ? Devo insegnarvi tutto io ???

Andiamo a noi.

Sabato sera ho incontrato due carissimi amici che non vedevo dall’epoca pre-lockdown. Tra una birrozza e l’altra, malgrado il nostro quoziente intellettivo, sommando le tre teste, risulti essere 33, iniziammo a disquisire su una problematica che scaldò gli animi dei miei due interlocutori. Sapete da tempo che essendo il più grosso giornalista mancato del Monte Baldo, tendo a far parlare o a rompere i coglioni a chiunque incontri, al fine di ottenere “materiale” utile per i miei film mentali e soprattutto per il Pianeta Mobys.

Si parlava di vicini che rompono i coglioni per svariati motivi: cane che abbaia, tacchi che calpestano il pavimento anche a mezzanotte, musica ad alto volume, urla, Gigi D’Alessio a tutto volume, ecc.

Alla mia sinistra sedeva il mio amico Lele, detto “il teribile”. Lui è convinto del fatto che le cose bisogna risolverle “come giù da voi” (quando mi dicono sta frase mi fanno girare le palle). Insomma le cose si risolvono come ci ha insegnato Zio Olindo (ammesso sempre che sia davvero colpevole..): si impugna il fucile e si fa una sanissima e purificatrice strage. Se proprio non vogliamo arrivare ad un gesto così estremo, ci si sforza di rendere impossibile la vita del nemico, ricorrendo a gesti altrettanto “mafiosi”: danni all’autovettura, violenza psicologica, ripetute minaccie di violenza fisica. Insomma il problema si risolve con le cattive, perchè “bisogna farsi rispettare”, e perchè in questa giungla vige la legge del più forte, soprattutto in considerazione del fatto che la Giustizia ha sempre ben altro a cui pensare e se chiami i Carabinieri per dire che c’è un cazzo di cane che continua ad abbaiare, loro ti dicono di ricontattarli se ciò accade per 25 ore al giorno.

Alla mia destra c’era Ferdy, detto “testa di Budda”. Capirete subito che è un tipo nettamente diverso da Lele. E’ un pacato, non si incazza mai, sempre sereno, mai stressato, gli va tutto bene e vive all’insegna del (suo) motto “Dio è grande e, al limite, c’è il Budda”. Confuso e felice.

Ferdy è un convinto sostenitore del “Peace & Love”. Tutto si risolve col dialogo, con educazione, calma e freddezza. Non è vero che chi non ricorre all’uso della forza è da considerarsi un debole ! Quanti pacifisti hanno ottenuto immensi risultati con la sola forza delle idee, quanti Gandhi (quello vero, non il Renato Pozzetto del film…) hanno cambiato le sorti del mondo senza uccidere o far del male al prossimo ? Si discute e, se proprio non si riesce a risolvere la questione, ci si rivolge ad un legale. Le cose si sistemano anche senza calibro 38.

In questo discorso dove posizioniamo il Mobys ? Non importa. Dopo questa accesa discussione, a causa di due MILFone che fecero ingresso nel locale con minigonne della stessa misura delle mascherine, capirete bene che cambiammo discorso.

Verrebbe istintivo dire che, in questa mia “estremizzazione”, sicuramente banale, del bene e del male, del bianco e del nero, di Yin e Yang, di buono e cattivo, la soluzione è la più classica, ovvero la via di mezzo. Il grigio vince sempre, con buona pace dei giocatori di Risiko! che non possono disporre di questo colore 🙂

La considerazione che feci, quando mi misi in macchina e tornai a casa (giusto per tenermi sveglio !), è che il discorso è molto più ampio di una semplice bega condominiale, cioè è legato alla nostra esistenza. Non riguarda solo la casa, ma la vita ! Riguarda come guidiamo, il nostro ambiente lavorativo, i nostri rapporti con chi ci sta più o meno accanto.

Lasciamo perdere sia le bombe da un lato che l’essere dei Santi che vanno in Nigeria e trascorrere la vita da missionari dall’altro. Gli estremi metteteli da parte, sia in senso positivo che negativo. Il fulcro del discorso è: si vive meglio da buoni o da cattivi ? Chi, come me, non ha nessun Dio come punto di riferimento, quindi qualcosa di spirituale alla quale dare conto e ragione, fa bene a vivere da tranquillo o passa per fesso ? Quanto incide la propria coscienza nelle nostre scelte quotidiane ? Le figure che incrociamo durante l’arco della nostra giornata sono varie, ma il nostro approccio è derivato dal nostro carattere e dalla nostra personalità.

Chi ha ragione ? Lele, che bussando come un folle alla porta dei vicini, fregandosene del loro figlio di quattro anni e dicendo “se continuate con sto cazzo di Nek vi taglio la gola !”, terrorizzando i vicini ma ottenendo il risultato che voleva (anche se nel palazzo nessuno lo saluta più; è considerato un calabrese in soggiorno obbligato pur essendo nato a Piove di Sacco) e soprattutto rischiando lo scontro (pensate ad un “derby” Scampia-Zen, con tutto il rispetto per le tante bravissime persone che abitano in queste difficilissime realtà), oppure Ferdy, il quale prepara un crostata di mele, bussa alla porta del vicino e dice “assaggiatela … ah dimenticavo, se potreste abbassare il volume della musica mi fareste una grande cortesia” ???

Chi ha ragione ? Lele che ti fa trovare le gomme a terra o Ferdy che dice “Ok, il bambino fa casino, ma del resto mica possono tenerlo legato ad una sedia !”.

Lo so, come ho detto prima parlando del grigio, penserete al tanto caro e scontatissimo “buonsenso”, ma spesso le cose non sono così semplici e lineari, e la mia discussione davanti ad una buona Weizen ne è la dimostrazione.

Il mondo è dei Gandhi o dei Trump ? Bisogna ingoiare rospi e assorbire i colpi bassi o andare all’attacco sferrando qualche colpo alla Rocky Balboa ?

In tutto questo, Adriana….. dove sei ???

 

12 pensieri su “Santo o mafioso ?

  1. Ho notato che non mi arrivano le notifiche dei tuoi post. Oggi ho visto che tu ti sei iscritto da me ed allora sono venuta da te per vedere se avevi scritto qualcosa ed ho letto. Allora ho cliccato sul quadratino “mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail”

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  2. Per prima cosa ti dico che quando ti leggo mi diverto …..rido con piacere. Sai raccontare ed intrattenere in un modo comico e divertente. Ed adesso veniamo alla tua domanda.
    Personalmente cerco di trovare un equilibrio tra “santo o mafioso” . Nelle situazioni difficili …non aggredisco, porto pazienza ma alla fine “sbotto” cercando di contenere il mio tono di voce. Se ricevo uno sgarbo non mi vendico, non è nel mio stile far del male Mi piacerebbe essere paziente infinitamente anche perchè quando perdo le staffe poi mi sento male e quindi a rimetterci sono sempre io. Ciao simpaticissimo Vincenzo e salutami Verona, città che amo tanto perchè vi ho trascorso parte della mia gioventù.

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  3. Io sono per la non-violenza ma non evito le discussioni. Sono incosciente e nei tempi di Corona (che non è una birra) non ho troppa paura di ricordare al mio prossimo un po’ sfacciato e menefreghista che esiste il prossimo.
    Che piaccia o meno.
    Ciao caro omonimo pensatore dii “pancia”, nel senso familiare del termine, che apprezzo tantissimo!
    Vicky 🙂

    p.s. un saluto a Ferdy e Lele

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  4. Ah non saprei…. io tendo a non discutere. Non mi va, mi stressa ben sapendo che tanto la gente fa il cazzo che vuole sempre perché ormai questa società sta ad un livello di degrado mentale orrorizzante.

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