Il mio passato da cartomante.

Vi ho mai raccontato di quando ero bello (…), giovane e cartomante ?

In quel tempo, durante i mesi estivi, mi piaceva perdermi fra le mie amate Madonie, armato di bastone da pastore, zainetto e una bussola trovata in omaggio in un numero di Topolino.

Ogni anno, come da tradizione, passando per il famoso altopiano di Altavilla Milicia, già noto nelle pagine di storia perchè in quella zona ci fu un’aspra battaglia fra Napoleone e Garibaldi prima che Cecchi Paone intervenisse per mettere pace, incontravo un vecchietto del luogo, il cosidetto zio Santino, che praticamente era il Santone dei noialtri.

Era buona usanza, fra viandanti, portare qualcosa in omaggio allo zio Santino. Una caciotta, un fiasco di vino, del “cascavaddu” (caciocavallo), ecc. Incontrarlo era un piacere, sia perchè il luogo diroccato ove viveva da solo trasmetteva un’enorme pace, sia perchè, al di là dei discorsi da uomo saggio che faceva, bastava guardarlo negli occhi per trovare tanta serenità. A 19 anni ancora non sai quanti cazzi ti aspettano nella tua vita (anche se non farai l’attrice porno) ma, come dico sempre, ogni cosa va contestualizzata, quindi quella che oggi sembra una minchiata (tipo l’essere rimandato in matematica e fisica), ieri era una piccola grande tragedia.

Quando arrivavo nella piccola abitazione di Santino, lo trovavo sempre indaffarato a curare il suo orto. Era sempre all’opera, raramente lo vedevi fermo ad osservare le verdi praterie. Conosceva tutti i segreti di tutte le piante e forse anche delle persone. Il piccolo televisore di colore arancione poggiato sopra il caminetto rappresentava un mero soprammobile; negli anni ho capito che era guasto da chissà quanto tempo.

L’unica cosa del “mondo reale” che mi chiedeva lo zio Santino, riguardava il campionato del Milan. Mi diceva che io rappresentavo la sua “Gazzetta dello Sport” annuale.

In una delle mie ultime sortite (fra militare, primi lavoretti e partenza per Verona, non potei più andare a trovarlo), era seduto in cucina alle prese con uno dei classici solitari fatto con le carte da gioco siciliane.

Fu in quella occasione che mi disse che era capace di leggere le carte. Ovviamente cosa potevo chiedere ? “Zio Santino, dimmi se troverò l’amore”. E lui, in base alle sette carte che sceglievo dal mazzo, sapeva predirmi il futuro in campo sentimentale. Non gli chiesi di farmi le carte sulla mia partenza per Verona sia, come detto, per mancanza di tempo, sia perchè ero talmente convinto di partire da non voler sentire eventuali segnali negativi che provenivano dalla lettura delle carte.

Il significato che lo zio Santino attribuiva ad ogni carta, non era quello che trovate in qualche sito. Lui aveva la sua chiave di lettura. Ricordo vagamente che, per farvi qualche rapido esempio, il tre di mazze era un mazzo di fiori, il due di denari “occhi che ti osservano”. Se, ad una donna, uscivano due cavalli, era chiaro che la tizia era contesa da due pretendenti; il Re di denari era un suocero benestante, la donna di spade significava che una signora cattiva ti vuole male, il quattro di coppe era un contrasto fra le famiglie, il sette di bastoni era un brindisi. Se usciva qualche carta con raffigurato un cane (esempio il quattro di spade), significava che potevi contare su un compagno o una compagna fedele, il sei di coppe era una missiva in arrivo (ai tempi era possibile solo con il francobollo, oggi allo zio dovrei parlare delle email !).

Carte siciliane.

Il mio essere eternamente un coglionazzo-cazzaro, mi portò ad ereditare questa conoscenza da “cartomante”, quindi, quando prestai servizio militare, dissi ai miei commilitoni che sapevo leggere i tarocchi e di predire il futuro.

Ero convinto che la gente dava per scontato il fatto che il mio era tutto uno scherzo, un gioco, una delle mie performance più teatrali che altro. Scusatemi la parantesi ma, ahimè, questo “difetto” mi sta accompagnando anche oggi, sia dentro che (incredibilmente) fuori il blog. Molta gente non riesce a percepire sia quando sto dicendo quella che per me è palesemente una minchiata, sia quando risultano talmente ripetitivi ed assillanti da farmi uscire fuori dai gangheri, o, come disse il buon Petrarca a Jacopo Ortis, a farmi girare i coglioni.

Accadde quindi l’imprevisto: tutti venivano da me per farsi fare le carte. Non sapevo come uscirne, anche perchè se avessi detto che era tutto un cazzeggio (mica ero lo zio Santino !!!), mi avrebbero dato una compilation di schiaffazzi.

Ad un certo punto, mentre sguazzavo nella grandissima melma a causa della mia sboronaggine, venni convocato dal Maresciallo. “Stai calmo Vince, mica possono punirti per aver fatto le carte ! Magari vuole sapere qualcosa sulla fureria”. Entro e trovo il Maresciallo e la sua mega panza, seduto come sempre sulla sua poltrona in pelle umana (non ho mai capito dove finiva la poltrona e iniziava la persona). Alza gli occhi, mi guarda con sguardo severo, si toglie gli occhiali, poggiandoli accanto al posacene (ai tempi si poteva fumare ovunque, anche dentro le bare) e mi fa: “Caporale, adesso tu mi fai le carte !”.

A quel punto stavo avendo un crollo psicologico, psicofarmaco, psichedelico, ecc. Che cazzo faccio adesso ? Non potevo mentire ai miei compagni, figuriamoci al Maresciallo ! Gli dico che è tutto un gioco ? Non posso, perchè lui potrebbe pensare che non voglio fargli questa “cortesia”.

Ragazzi, non ci crederete, mi sono messo seduto e gli ho fatto le carte. Lui fra l’altro mi continuava a chiedere “ma secondo te mia figlia mi vuole bene ?”, “mia moglie ha un altro ?”, “mi confermi che a sto sfaccimm i Capitano sto antipatico ??”.

Per fortuna poi la cosa scemò. Da certi atteggiamenti e da certe frasi, intuii che in realtà la gente, molta gente, non voleva sapere. Inutile dirvi che per me fu molto meglio così, in fondo al mio cuore, pur non chiedendo soldi, mi era sempre dispiaciuto “vendere” falsi sogni e false speranze a giovani (o a vecchi marescialli….) che pendevano letteralmente dalle mie labbra e che, nel mio farneticare assolutamente frutto della fantasia, trovavano incredibilmente dei riscontri oggettivi nelle loro vite !

Per questo il “cartomante Vincenzo” aveva successo: le indovinavo (quasi) tutte. In realtà, come sapete benissimo, spesso la gente sente ciò che vuole sentire e che “avere una persona cattiva in famiglia che ti vuole male” è una frase non particolarmente difficile da inserire nella vita di ognuno di noi. Insomma, è tutto un mettere insieme dei luoghi comuni, appoggiandosi al fatto che “le carte parlano chiaro !”. 🙂 Non sto parlando, si badi bene, della cartomanzia in generale, ma della mia esperienza.

Fu un’esperienza che pensavo avesse trovato l’apice della vergogna quando, come detto, fui convocato dal Maresciallo, ma che in realtà mi regalò una sorta di ultimo ed inaspettato sussulto. Proprio dopo aver trovato un po’ di pace e quindi aver smesso i panni di venditore di fumo, una domenica, un mio carissimo commilitore, mi invitò a casa sua. Trovai un bellissimo quadro familiare, del resto la Calabria mi è rimasta nel cuore sia a seguito dell’esperienza militare a Cosenza che per una grande amicizia (talmente amicizia che forse ho un figlio da qualche parte in Italia …), nata con tal Ylenia di Reggio Calabria.

Dopo il pranzo a casa dei genitori di questo mio commilitone, fra un caffè e un bicchiere di amaro, lo stronzone uscì fuori il discorso: “Oh, sapete che Vincenzo sa fare le carte ?”.

Ecco, quello fu il momento più tragico della mia breve carriera da cartomante, altro che Maresciallo ! Ero seduto in una tavolata di una decina di persone: amico, genitori, sorella (gnocca), zia, zio, nonni di lui, nonni di lei, due cani, tre gatti e salami appesi ovunque.

Iniziai a sudare freddo. “No, macchè Maurizio, figurati, è solo un gioco ! Lascia perdere”, cercò di svincolarsi MagoJone Mobys. Purtroppo la madre aveva già da qualche minuto gli occhi illuminati da questa presenza sicula portatrice di magia e di segreti dell’Universo ! “Mi scusi Vincenzo, lo sappiamo che non è giusto chiederle questo dopo averla invitata a pranzo, ma mi piacerebbe sapere se Maurizio troverà una brava guagliona”.

Avrei voluto tanto, ma proprio tanto tanto, alzarmi dalla sedia e scappare fuori correndo come Forrest Gump. Non avevo chance, dissi va bene.

Mi diedero un mazzo di carte ma, per mia enorme fortuna, erano napoletane, non siciliane. “EH NO, cara signora ! Non posso !! Il mio potere funziona solo con le carte siciliane ! Mica sono un truffaldino !!!!”. Ma stiamo scherzando ?? Truffaldino io ??? 🙂 Capirono che non potevo “esercitare” e mi lasciarono perdere.

Questa è una storia (Garibaldi a parte) TUTTA vera, una delle poche storie non frutto di fantasia, come tante altre scritte in questo blog. Una storia che oggi ricordo con sorriso ed emozione.

Emozione per aver conosciuto lo zio Santino, pace all’anima sua, un uomo immenso che, a prescindere dal discorso carte, mi ha dato tantissimo. Se esiste un Paradiso, lui è lì, anzi, è sicuramente nel settore vip, proprio perchè merita il meglio in eterno.

Emozione perchè quel pranzo mi fece conoscere ancora meglio la vera Calabria, una regione stupenda, a prescindere dal mare. Spero sempre di poter tornare a farmi un giretto a Cusenza. E’ proprio dopo aver vissuto l’anno del militare fra Roma, Napoli e Cosenza che “nacque” il Mobys che, cinque-sei anni dopo il congedo, decise di partire per Verona.

Emozione perchè, mentre io sapevo di sparare minchiate a raffica, la gente mi ascoltava con estrema attenzione e con il consueto grande scopo che tutti noi abbiamo, ieri come oggi, internet o non internet: la ricerca della felicità.

Ciao carissimo Santino, tu mi stupivi anche quando stavi lì seduto ad ascoltare il vento…

Musica maestro !! :

23 Comments

  1. Ciao Vince, sai che io leggevo i tarocchi credendoci davvero?
    La seconda parte del tuo post somiglia a un periodo alquanto breve della mia vita.
    Ricordo durante una festa in famiglia a San Silvestro ho passato ore a leggere le carte a quasi tutti, zii compresi. Che tristezza! E che piccola e stupida mi sono sentita. Dormivo male, perchè indovinavo molto, prevalentemente cose negative.
    Grazie a Dio ho buttato via le carte e ho trovato pace e gioia nella preghiera, nella riflessione e nel canto. Lo Spirito Santo è venuto a cercarmi e mi sono lasciata andare.
    Ti voglio bene!
    Vicky

    Piace a 1 persona

    1. Ahahahah grazie Paoletta. Tante cose sono cambiate, i capelli sono diventati bianchi, ma da questo punto di vista sono rimasto tale e quale … e più la gente non capisce che cazzeggio, più lo faccio apposta !!! Scherzi a parte, oggi ci rido, ma il maresciallo che mi chiede della moglie è assolutamente vero !! 😀😀😀

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  2. Ah se lo Zio Santino potesse leggere l’affetto che traspare dalla storia “vera” conoscendolo esclamerebbe il tuo nome e tu sai con quale cadenza…. In ogni caso mi piace questo ricordo anche perchè fa parte di una vita lontana, penso alle carte da gioco, ecc ecc. Prima che i ricordi diventano sempre meno vivi, fai bene a renderli indelebili 🙂 P.S. Qualche informazione sull’amore?

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