Il Vangelo secondo Alberico “Chicco” Evani.

Pur essendo un grande (e grosso) appassionato di calcio, non amo particolarmente seguire le sorti della nostra Nazionale. Il pessimo periodo legato ai fratelli Righeira dei noiatri, ovvero al duo Tavecchio-Ventura, mi ha allontanato ancora di più da una passione che comunque si è sempre limitata al periodo in cui si svolgono le competizioni importanti, ovvero i Mondiali o gli Europei.

In queste ultime settimane sono venuto a conoscenza del fatto che Alberico Evani, ex bravissimo centrocampista di Milan e Sampdoria, è vice allenatore degli azzurri. Il nostro mister Roberto Mancini è stato costretto a restarsene chiuso in casa, a causa della sua positività al Covid, ed Evani ha avuto l’opportunità di mettersi in mostra, fra l’altro portando a casa tre vittorie su altrettanti match della “UEFA Nation League”, una sorta di torneo che da un po’ più di “sale” alle semplici amichevoli.

Avendo, ahimè, i capelli bianchi, mi ricordo benissimo di “Chicco” Evani giocatore. Lo volevo sempre nella mia formazione di Fantacalcio. Ricordo anche che era uno di quei giocatori che faceva litigare noi “Allenatori”, perchè c’è chi lo considerava centrocampista e chi attaccante.

La scorsa settimana, alla vigilia dell’incontro contro l’Estonia, vidi casualmente un pezzo della sua conferenza stampa. Facendo zapping mi soffermai proprio perchè, come ho detto prima, nemmeno sapevo che il buon Alberico (che io ho sempre chiamato AlberiGo), fosse il vice-commissario tecnico.

Alberico Evani, dal 2018 vice ct della Nazionale italiana di calcio.

Durante l’intervista, Evani disse, fra le altre cose, una di quelle frasi che sembrano “ovvie e stupide banalità”, ma che invece fanno riflettere specie le persone come me, i quali fanno di certe affermazioni uno spunto per scrivere un articolo o comunque per riflettere mentre guidano o quando sono sedute sul trono (ovvero al cesso).

“Le partite come queste sono le più difficili perchè se vinci hai fatto il tuo, hai semplicemente confermato quello che tutti si aspettano. Se pareggi o perdi, scoppia il finimondo”.

Giustissimo. L’Italia non solo può ma DEVE assolutamente vincere contro l’Estonia (infatti ha vinto 4-0 !), altrimenti sono cazzi, vedi la Juventus che si è fatta bloccare sull’1-1 dal Crotone che, probabilmente, farà “tre punti 3” in tutto il campionato !

La frase di mister Evani mi ha fatto riflettere sulla vita extracalcistica.

Prendiamo, per esempio, il mondo lavorativo. Non quello mio, ma quello di chiunque di noi.

Se uno bravo, rompendosi il culo dalla mattina alla sera, fa il suo lavoro, anzi magari e spesso anche di più, è quello bravo e… basta. Io titolare so che posso contare su di lui, se sbaglia, vedi scongiurato pareggio contro l’Estonia, mi incazzo, ma tanto lui non sbaglia mai, è sempre sul pezzo. Addirittura è anche un po’ coglione perchè si prende responsabilità che sarebbero di mia esclusiva competenza.

Poi c’è l’impiegato (o l’operaio) “normale”, che arriva la mattina, timbra il cartellino e conta le ore, i minuti e i secondi che lo separano dall’uscita serale. Vi ricordate una delle famose scene di uno dei film-capolavoro di Fantozzi ? 🙂

Da sempre li definisco “Arrapati al contrario”, perchè il lunedì sono abbattuti in quanto è lunedì e il venerdì sono abbattuti in quanto “fra due giorni sarà di nuovo lunedì”.

Il “normale” fa il suo compitino, non guadagna affatto chissà quanto meno dell’esaurito-mona che corre sempre e, fra l’altro, se dimentica qualcosa o sbaglia: “ah vabbè, purtroppo lui non ci arriva, non possiamo pretendere di più”.

Il “non ci arriva” mi ricorda, fra l’altro, il mio periodo scolastico. Io bocciato, mentre un’idiota, che aveva il mio identico andamento scolastico, promosso. Inizia il nuovo anno e il Mobys “placca” sul corridoio il buon professor Piazza. “Professore, buongiorno e buon anno scolastico. Mi dice perchè cazzo Lamonica è stato promosso mentre io sono stato bocciato ???”. Risposta del prof: “Tu devi capire che da te ci aspettiamo molto di più, mentre non possiamo pretendere chissà cosa da Lamonica, poverino, “.

E sticazzi !! Chi ve l’ha detto che io sono più dotato (al di là delle dimensioni del sesso), di quel coglionazzo di Lamonica ??? Sono scemo pure io, non ci arrivo, non capisco un benemerito cazzo di condensatori, resistenze e circuiti elettrici, perchè non promuovete anche me in quanto “poverino-limitato che non ci arriva” ???

Ero un povero stupido 16-17enne che disegnava sulla propria agenda il simbolo della falce e del martello e che pensava che il mondo fosse ingiusto. Oggi, trent’anni dopo, penso la stessa identica cosa ! 🙂

Il mona, pur risolvendo mille equazioni e mille problemi, fa semplicemente il suo. L’arrapato al contrario dice che 1+1 fa 2, e piovono giù applausi e aumenti di stipendio.

Nel mondo lavorativo c’è chi vale più e chi meno. Sempre e dovunque. Tutto ruota attorno alla componente “Responsabilità”. Valere meno non vuol dire che bisognerebbe crocifiggerti in sala mensa, vuol dire che tu vali (altrimenti staresti a casa a fare l’uncinetto), sei comunque un importante ingranaggio dell’Azienda, ma non puoi essere considerato alla stessa stregua di colui che, perfino mentre piscia, sta pensando a cosa avrà da fare tornando seduto sulla sua scrivania/posto di lavoro.

E’ il famoso DARE ATTO che cito spesso e che purtroppo, in Italia, covid o non covid, la nostra classe imprenditoriale non ha mai minimamente preso in considerazione. Siamo bravi a vedere all’orizzonte delle opportunità di guadagno, ma mentre prestiamo attenzione alle varie vie della seta e della sete, non ci rendiamo conto che manca un minimo di valutazione nei confronti del nostro Staff. Tale assoluta “mancanza di polso” coincide ovviamente con la mancanza di gratificazioni, sia danarose che non.

L’arrapato al contrario andrà felice e sereno in pensione, il mona si sente perenemmente sottovalutato e va avanti a pane, acqua e Maaolox.

In Germania, nel Regno Unito o ovunque voi andiate, sicuramente il vostro Valore è ben riconosciuto. In Italia no. In Italia il tuo romperti il culo vale tanto quanto il contributo che da colui che ha zero responsabilità e che può tenere la mente sgombra pensando alle fighe o alla spiagga caraibica di Bibione.

Anche per questo siamo un popolo di depressi.

7 pensieri su “Il Vangelo secondo Alberico “Chicco” Evani.

  1. Eccomi, sono io….. come sempre adoro i tuoi scritti. Mi trovi qui ma il blog è privato…. per accedere dovresti richiedere l’invito via mail e io accetto. Abbraccio. Paola

    Piace a 1 persona

  2. Oh cavolo mi dispiace che stavolta il mio post ti abbia portato l’amaro in bocca anziché grosse risate. Forse sbaglio a “sfogarmi” su un argomento che mi sta a cuore ma dal quale non se ne esce. Ciao mitica io ti voglio bene di più ! 😀😀

    Piace a 1 persona

  3. Ahimè, cosa evoca il tuo pezzo…
    Dolorose ferite se guardo le conseguenze dello stress da super-lavoro e sotto-stima che io e il mio corpo abbiamo pagato!
    Sarebbe stato meglio farsi toccare il c..o o regalare favori sessuali?
    No! E infatti eccomi qui.
    Ti stimo e ti voglio bene, Vince!

    Piace a 1 persona

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...