Dite a Marta che l’amo !

Tengo a precisare, prestamente, che io NON sono un recensore. Non lo sono, non mi avvicino nemmeno lontanamente a questa figura, non mi piace quando recensire è sinonimo di Giudizio e, infine, ancora più semplicemente, non so farlo !

Questa premessitudine la feci perchè anni fa, quando il blog era alle prime armi ed io ancora avevo i peli del culo a batuffoli, mi permisi di scrivere un mio umilissimo pensiero sul primo libro scritto da una mia “conoscente”. Il libro è “Ti voglio vivere (2010)” di tal Rossela Rasulo, romana ma con sottotitoli in milanese.

Conobbi la Rasulo prima sul web (quando, a differenza di oggi, socialnetwork come FriendFeed o Meemi consentivano alle persone di conoscersi) e, successivamente, di presenza in una BlogFest a Riva del Garda, nel Trentino italiano. Erano i tempi in cui non c’era ancora Facebook e dove i blog, dentro o fuori MySpace, rappresentavano l’alternativa ai tantissimi Forum.

“Ti voglio vivere”, il primo libro di Rossella Rasulo.

Mi piaceva, a onor del vero, l’idea di leggere un libro scritto non dico da una mia amica, ma comunque da una persona che conoscevo. Era la prima volta che mi succedeva.

Quel post è ancora oggi uno dei più letti della storia di questo blog. Feci il boom, evento per me rarissimo (l’altro fu quando parlai della mitica Rubina Rovini di Masterchef e lei, molto grozziosamente, mise il link nella sua pagina Facebus, e il terzo è relativo all’articolo in cui parlo del mio Gohonzon buddista).

Tuttavia, quello fu un boom alquanto negativo. Il Mobys fu la prima persona al mondo (ne hanno parlato importanti testate giornalistiche, come La Repubblica, Le Ore e Topolino) ad essere bullizzata, webbisticamente parlando.

Mi piovvero offese da tutti i luoghi e tutti i laghi, non tanto, badate bene, per la mia “recensione”, scritta bene o scritta male, troppo corta o troppo lunga, quanto perchè io mi ero permesso di parlare bene di quel libro e quindi di Rossella, persona che, ancora oggi, considero una donna con le palle abbastanza quadrate.

Onestamount non sapevo, amici miei, che la Rasulo fosse riuscita a “bucare il web”. Esatto, espressione mia, non vi piace ? Ci sono giornalisti che bucano lo schermo e persone che bucano il web. Rossella aveva successo e questo attirava, irrimediabilmente, l’invidia e l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso, ovvero l’attenzione.

A quei tempi non potevamo saperlo, ma oggi possiamo ben dire che la Rasulo è stata una delle prime “influencer”. I fatti mi hanno dato ragione, ma non avevo dubbi perchè io difficilmente sbaglio una “scommessa” del genere. Rossella è diventata, negli anni a seguire, caporedattrice della rivista Sky Life (il magazine di Sky), ha scritto un altro libro e attualmente è direttrice di “Vero” e “VeroTv”. Le altre pseudo “genie del web” sono svanite nel nulla, un po’ come se faceste scivolare dalla vostra mano un pugno di sabbia della mia cara Mondello.

Ironizzarono e mi pigghiarunu pu culu. Ero l’amico del giaguaro. Non eravamo tantissimi i blogger e se tu scrivevi qualcosa di positivo su Rossella eri, evidentemente, un suo “amichetto”, un lecchino, uno che fa parte del suo giretto, nel cerchio magico della milanese che conquista tanta gente solo in quanto gnocca.

Tutto falso. Cazzo, mi era semplicemente piaciuto un libro, mi ero permesso di dire che non ero un gran lettore e che divoravo solamente i libri di Fabio Volo. Apriti cielo ! “Sto coglione legge Fabio Volo, è logico che abbia apprezzato la merda della Rasulo !”

L’ho già detto, erano tutte oche mosse dal sentimento dell’invidia. Io intendevo semplicemente dire che questa “quasi conoscenza” mi portò a leggere un libro. Non era una cosa positiva ? Ti avvicini alla lettura e ciò sicuramente è qualcosa di più salutare rispetto a passare tutto il giorno a mandarsi messaggi col cellulare. Sarà perchè non sono bravo ad esprimermi, sarà perchè l’odio verso Rossella faceva più rumore della stima (un grande classico, è così anche con la Juventus e con tutto ciò che è Vincente), ma non fui capito. Cancellai l’articolo che aveva riscosso il maggior numero di visitatori. Mentre scrivo questo post sto pensando di andarlo a “riesumare” per linkarlo qui.

Mi scuserà Paola, la persona alla quale è dedicato questo post. Ho scritto tanto di un altro libro e non del suo piccolo capolavoro “Il Silenzio di Marta, 2020″.

“Il Silenzio di Marta”, di Paola Pioletti. Editore : Independently published.

Paola, per il sottoscritto, è ben più amica di Rossella, non oso nemmeno metterle a paragone. E’ una delle poche persone importanti incontrate in vita mia. Se oggi scrivo ancora in questo spazio, il merito (o il demerito…) è soprattutto suo !

Per le vacanze di fine anno mi ero promesso di fare qualcosa di costruttivo, a parte vedere qualche serie di Netflix o provare il suicidio senza provare tanto dolore :-).

Scherzi a parte, mi sono imposto di leggere qualcosa e ho comprato “Il Silenzio di Marta” all’inizio di Dicembre, anche perchè avevo capito che tirava una brutta aria ed ero sicuro che QUALSIASI cosa avesse scritto la mia amica (spero non si offenda !) torinese Paola Pioletti, mi avrebbe aiutato a superare quello che, in effetti, parliamoci chiaro, è stato un periodo di merda, con le ferie più brutte e negative della mia vita (vedi post precedente). Sul mio comodino mi ha fatto compagnia Marta e “Undici minuti” di Paolo Coelho.

“Il Silenzio di Marta” è un racconto di poche pagine, leggero come una piuma ma intenso come un ricordo. Scorre via che è una meraviglia e ti fa restare male solo perchè ti assale, a proposito di quanto scritto poco fa, la classica sindrome di Netflix: hai finito una serie ma ti rendi subito conto che la storia avrà un seguito in una o più stagioni successive.

Ecco cosa mi aspetto da Paola: una sorta di seconda stagione.

Mi è piaciuta l’ambientazione della storia, le stupende illustrazioni (non lo dite a nessuno, ho comprato il libro proprio sperando di trovarne tante, perchè fra le altre cose Paola è una disegnatrice super bravissima !) e la storia in sé.

Se dovessi fare un accostamento al volo, paragonerei “Il Silenzio di Marta” ad una tazza di caffè nero bollente sorseggiato mentre, attraverso la finestra, si scorge la neve che scende giù copiosa.

Non voglio spoileare nulla, ci mancherebbe altro, e ho fatto una premessa che poi è diventata articolo, proprio perchè non sono in grado di recensire un bel nulla.

Di una cosa sono certo: col carattere che mi ritrovo, io sposerei senza dubbiamente la protagonista della storia. Marta è la mia anima gemella, io lo so !

L’aspetto che mi è piaciuto maggiormente è il suo prestare attenzione ad ogni singolo particolare. Lei si riferisce al bosco, io alla vita. I miei colleghi mi dicono spesso che noto “virgole” che erano sfuggite ai più. E’ uno dei tormenti del mio carattere di merda, perchè sinceramente preferirei essere normale come tutti gli altri, ovvero o volare talmente basso da non capire quel che cazzo sta succedendo o, in alternativa, volare talmente alto da sbattersene i coglioni di quel che sta succedendo. Sono circondato da persone che incarnano questo stile di vita.

Marta fa “bird-watching“, cioè osserva gli uccelli (nel suo caso nel bosco) per immortalare qualche splendido esemplare. Anche in questo caso ho notato una piccola analogia, vista la mia passione per le foto-street, in cui si coglie l’aspetto “naturale” delle persone e degli eventi (mai sopportato le pose e le foto dei paesaggi “da cartolina”).

Marta passeggia nel bosco “mentre il resto chiacchiera“. Io passeggio nel bosco mentre il mondo chiacchiera. Marta parla delle sue amiche e della sua amicizia con una persona più matura, MaryAnne; io da sempre ho definito gli amici come delle figure insostituibili e parlo spesso di solitudine non perchè “ghe volea la figa”, come dice qualcuno, ma proprio perchè, Blog a parte, non so e non ho a chi raccontare le mie venture/sventure.

Io vedo nel “fiocco”, rosa o azzurro che sia, il senso della vita.

Io che, un tempo, ci credevo e che adesso non credo più a niente e a nessuno.

Il Silenzio di Marta anticipa il silenzio del Mobys.

Complimenti cara Paola. Il mio scopo era svagarmi ed evadere per qualche minuto, e così è stato.

26 Comments

  1. Non sei un recensore, vero. Ma sai “raccontare” un’esperienza di lettura e le emozioni che ti ha trasmesso. Per “scrivere” ho sempre sostenuto che sono necessarie la disciplina dell’esercizio e l’onestà delle proprie emozioni e idee. Con la prima si migliora il modo di esprimersi, la seconda è essenziale per non fingere a se stessi e agli altri. Ci siamo già scambiati le nostre idee in varie occasioni e ti ho sempre spronato a continuare a scrivere perché l’onestà è una tua evidente e innegabile caratteristica. Piaccia o non piaccia ciò che scrivi o di cui scrivi.

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  2. Caro amico Vince, sono sempre stata fiera di te e ogni volta che leggo i tuoi post la sensazione aumenta.
    Stasera mi ero proposta di andare a letto presto e invece eccomi qua, ho mollato un film recensito da Wwayne e inserito nella sua lista dei best 2020 – lo finirò dopo – e mentre leggo il tuo post addento una buonissima carota…
    Sono curiosa! Di leggere, di vedere e soprattutto di conoscere e conoscerti attraverso Paola 💕
    Ti auguro ogni bene. Alla faccia dei tuoi haters!
    Tu mi fai bene e sei reale.
    Sono stufa di post con poesie (?) pseudo erotiche! Almeno lo fossero!
    Hai presente???
    Ciaoooooo

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  3. Su Amazon c’è il romanzo completo non illustrato di Marta. Si chiama ZUCCHERO MIELE E VELENO di Paola Manusia (all’epoca usavo il cognome di mio marito). Lì c’è tutta la sua storia lasciata aperta per il seguito. Scrissi quel romanzo in un momento in cui provavo talmente tanto disgusto a causa di mio padre che inventai lei.🌻

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  4. bellissima esposizione, sai entrare nell’anima del lettore e coinvolgerlo in quello che hai letto. così dovrebbe essere una vera recensione, non uno smodato rincorrersi di termini linguistici perfetti, ma una sensazione, una volontà di lettura, che nasce prima di tutto dal cuore, dalle voglia di coinvolgere la parte più emotiva nascosta dentro noi.
    Ottimo lavoro! 🙂

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  5. Sei B R A V O!!!!! Ti sminuisci sempre e questo mi fa rabbia. Devi riconoscere tu per prima che sei una persona che vale, quello che dicono gli altri poco importa. Sei ricco di sentimenti e per me solo questo conta. Ciao Vincenzo e d ancora Buon Anno.

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  6. Intanto grazie mille……..
    il fatto che a recensirlo con quel tuo modo unico sia stato tu e a casa tua mi riempie di gioia. hai colto nel segno.. marta è un mondo di cose che avrà un seguito indubbiamente, nel tempo. marta scappa da tutto lo schifo del mondo e lo fa ovunque e con chiunque preservando quel poco di bello che c’è esattamente come faccio io da quando sono nata… tvb moby sono io felice di averti incontrato perché ogni volta che ti leggo mi regali qualcosa di bello e di importante. come te credo più a poco ecco perché fuggo nel mio mondo che orma tu conosci bene.

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