L’Architetto di Schindler’s List.

Ebbene sì, l’ho fatto !!! Finalmente ho coronato un mio vecchio sogno, ovvero quello di viaggiare nel tempo.

PREMESSA

Ho sempre sperato di conoscere il “trucco” che mi consentisse di tornare indietro negli anni, portando però con me tutto il bagaglio delle esperienze fin qui acquisite.

Approfittando degli ultimi giorni di ferie natalizie, mi recai da un tizio che avevo conosciuto tramite internet. Si fa chiamare l’Architetto, ma non lo è affatto ! L’equivoco nasce dal fatto che, davanti la porta dell’ufficio pubblico dove lavora c’è scritto “op. Arch.”. In realtà è un normalissimo Operatore archivista, altro che Architetto ! Mi diceva che questo equivoco lo divertiva un sacco. In ogni caso, visto che l’incredibbule storia che vi racconterò ricorda parecchio Matrix, lasciamo il tizio nella posizione di Architetto.

I patti sono chiari: 2.700 euro, iva compresa e cashbank escluso, per un giretto nel passato della durata di 24 ore. Dopo aver pagato, devi farti trovare in un punto C, all’ora X, del giorno Y, e… parti !! Nella realtà manchi poche ore ma il tuo viaggio dura un giorno. Una chance e 24 ore di tempo vissute non nella tua vita passata ma in una vita qualsiasi. Scaduto un giorno di là, ritorni di qua. Puoi scegliere qualsiasi età, ma deve essere dai 14 anni in poi.

A.V.T. AGENZIA VIAGGI TEMPORALI.

L’Architetto mi diceva che per modificare la fase che va dalla nascita ai 14 anni ci vuole il “SuperPass” del signore. Idem per andare verso il futuro. Non ho capito se per signore intendeva un signore qualsiasi o se alludeva al Signore del piano molto di sopra… L’assistente dell’architetto mi disse che solo pochi eletti possono andare nel futuro e che nessuno inventa nulla. Tutto ciò che vediamo nel nostro mondo esiste già in un altro universo parallelo. Molti hanno fatto i miliardi non solo perché hanno concentrato le loro 24 ore nella ricerca e nella memorizzazione dei risultati sportivi, ma perché hanno “spulciato” delle cose che il mondo di provenienza non conosceva. Due esempi al volo ? La creazione di Facebook e parecchie canzoni cantate da perfette meteore. Marco Ferradini con la sua “Teorema” è stato uno dei primi a “viaggiare”. Ovviamente non so se tutto ciò sia vero o se è frutto di una persona presa dai fumi dell’alcol alle dieci di mattina !

“Vincenzo sei davvero convinto ?” Disse l’Architetto mentre finiva di contare lo sporco denaro (sporco perché preso dal nervosismo la busta mi era caduta in una pozzanghera). Certo ! Risposi prestamente.

Può succedere di tutto. Se muori durante il “viaggio” o mentre trascorri le 24 ore di là, muori anche nella vita dalla quale sei partito. Per questo il pagamento è anticipato e per questo questo tipo di viaggio si fa UNA volta nella vita. Colui che muore durante un viaggio del genere, lascia anche il suo corpo nella sua vita pre-viaggio. Gli affetti che lo ritrovano possono solo constatare la morte “per causa naturali”.

Insomma, oggi lo zio Mobys vi sta dicendo che parecchi infarti improvvisi in realtà sono frutto di viaggi nel tempo. Shhhhhhhhh !! Che resti fra noi !

Tornando indietro sicuramente la tua vita non sarà quella che hai già conosciuto. Questa è una cosa che gli organizzatori dei viaggi spiegano chiaramente tramite l’opuscolo che ti consegna l’agenzia.

Viaggi tu con la tua testa, ma sicuramente avrai un’altra faccia, forse addirittura un altro sesso. Potresti non avere i genitori che conosci, i tuoi fratelli e perfino la strada dove sei nato e cresciuto potrebbe essere diversa. Insomma torni indietro col tuo Io, ma non stiamo parlando di moviola, non è così facile. Non essendo, ripeto, una sorta di rewind di una VHS inserita nel videoregistratore, non è detto nemmeno che ci sia un Hitler da ammazzare così da evitare l’olocausto ! Lo dico perché molte persone chiesero di tornare indietro proprio per uccidere qualche grande tiranno della storia, ma non stiamo parlando di un film e della morte di Kennedy, ma della realtà ! E se ve lo dico io…. !!!

L’esempio più eloquente di quello che vi sto dicendo è che ci fu un brasiliano trapiantato a Bergamo (tal Arthur Frocinho), che voleva uccidere Mussolini. Scelse data, ora e luogo in base ai certi filmati dell’Istituto Luce in cui aveva visto che il duce sfilava a Roma in una data ben precisa. Il buon Arthur fece il “viaggio”, non so come ma trovò un’arma, andò ai Fori Imperiali e in effetti c’era una sfilata e tanta gente festosa ai bordi delle strade. Vide sfilare un tizio che a quanto pare si chiamava “Lo Zio Bernardo” e che aveva le sembianze di … Memo Remigi ! Il fascismo si chiamava Tascismo e il “saluto romano” era fatto portandosi le mani dietro la nuca, come fanno i giocatori quando devono battere un fallo laterale !

Sconvolto e ovviamente spiazzato, non fece l’attentato. Andò in un bar di Via del Corso, ordinò un’orzata fresca e il cameriere… aveva il corpo di Benito Mussolini ! Voi direte: poteva uccidere Memo Remigi ! Il problema è che tutta la storia appariva diversa, il Tascismo non era collegato al Nazismo, anzi, la Germania era tutta comunista ! Insomma, ogni universo è parallelo, molte cose coincidono, altre no, probabilmente perché chi è a capo di tutto non ha un hard disk chissà quanto capiente.

Detto ciò parliamo della mia esperienza, che poi sarebbe il vero fulcro di questo post.

UN DICIASSETTENNE A PALERMO.

Scelgo ovviamente Palermo e la mia adolescenza. Voglio essere l’opposto di ciò che fui. E’ facile, non posso sbagliare. Devo essere il contrario di timido. Non so dove mi troverò, ma se sarò a scuola, appena vedo una mia compagna, mi calerò le braghe e le dirò “che ne pensi di ‘sto campanile di Giotto ???”.

E’ il giorno della partenza. Non esiste una macchina del tempo, quella è cosa da film ! Il punto C non è altro che un cesso di un centro commerciale. Mammamia che delusione ! 49 anni di film sui viaggi nel tempo e alla fine mi ritrovo dentro un cesso di un centro commerciale ! Devi entrare dove c’è una grande C rossa riportata in alto a destra. Dopo di che, un laser sparato dal cielo ti porterà nella tua destinazione.

Entro e parto.

Mi ritrovo a 17 anni. Palermo è perfettamente uguale a quella che conosco. Almeno così sembra a prima vista. Sono dentro l’autobus che mi sta portando a scuola. Di conseguenza non so nemmeno come è composta la mia famiglia. Non esistono i cellulari. Un signore poco distante da me, indossa un cappottazzo nero-topo e un ridicolo cappello da Arsenio Lupin e legge un quotidiano rosa chiamato “La calzetta dello sport”. I vetri sono opachi, non si vede l’esterno. Non parla nessuno ma, cosa ancora più grave, noto che siamo tutti uomini. Vabbè, la giornata è lunga, ci sarà tempo per il …. campanile.

Arrivo a scuola, vista mare. Credo di essere in quella zona che conosco come Addaura. Leggendo “Liceo Classico maschile” mi sento preso per il culo. No ragazzi, ho una chances del genere, non posso sprecarla facendomi una mattinata in una scuola maschile ! Ma manco “ai miei tempi” c’era una vergogna del genere !

Decido di andar via, voglio sentire il vento fra i capelli e vivere i miei “secondi” 17 anni da AntiTimido per eccellenza ! Mentre mi allontano con sguardo godurioso, sento un “beeeeppp beeeeep” ed una vibrazione nel polso. Indosso un braccialetto elettronico dove appare la scritta “andare a scuola, andare a scuola”. Ma che cazzo ! Io sono del 1972, a 17 anni eravamo nel 1989, non c’era tutta sta tecnologia !

Mi ero dimenticato uno dei punti cardini sottolineati dall’Architetto: universo parallelo. Non ero nel 1989. Non so nemmeno che giorno fosse ! So soltanto che, più mi allontano dalla scuola, più sto coso trema !

Oh my God, devo per forza sorbirmi la giornata di lezione ! Per fortuna quello che in tutta evidenza è un mio compagno di classe, un tizio alto, capello fulgido e che mi sembra simpatico, mi chiama: “Dai Giulio, corri, sei sempre in ritardo !”. Giulio ? Giulio a me che sono LO RE ???? Chi me l’ha dato sto nome da polentone ? Vabbè…

LEZIONE DI ETRUSCO.

Entro in classe e qui ho dei ricordi vaghi. Ricordo solo che anche il professore era (ovviamente) un uomo e che le lingue antiche da studiare non erano latino e greco ma l’etrusco e il disco di fesco. Lo ricordo benissimo perché il mio compagno di banco (il lungo di prima) mi fa: “che due batuffoli sto disco”. Che due batuffoli ??? Che due cojoni, vorrai dire ! Potrei concederti anche un “che due palle” pensai, ma non glielo dissi. Intuii che il linguaggio era leggermente diverso. Del resto un professore che entra in aula e dice “Buongiorno, futuri stronzi”, la dice lunga. Sopra la lavagna c’era scritto “La vita premia gli stronzi”. Il mio compagno di banco aveva un vocabolario e mentre il prof spiegava chissà cosa io lessi che stronzo significava “persona dotata di un’intellighenzia sopraffina”.

Finalmente finisce scuola.

A questo punto i miei ricordi sono tipo scatti di diapositiva. Qualcosa è andato perso nel viaggio mentre, ahimè, i chili sono rimasti tutti !

Passo davanti ad una libreria di Via Roma e vedo una cartina dell’Italia. Ma non era la “mia” Italia. Si chiamava Tatania, la forma era quella della Spagna e la capitale era Polpenazze. Cioè avete presente Madrid ? C’era Polpenazze con scritto, fra parentesi, “Capitale dello Stato”. Ma Polpenazze è un paese che conosco zona Lago di Garda/Brescia, cosa minchia ci fa come capitale ? Che mondo strano !

I soldi ! Avrò i soldi con i quali sono partito ? Apro il portafogli e mi ritrovo gli “Euroschei”. Una carta da 10 euroschei e due da 20 euroschei. Vabbè, ho poche ore, non perdo tempo, voglio andare a casa, voglio vedere se i miei genitori sono gli stessi, se ci sono quel pazzo di mio fratello Ludotecaro e mia sorella che prepara i Calzoni.

MAMMA E LA CUCINA MOLECOLARE.

Flash. Dopo l’immagine della libreria mi ricordo dentro casa. Mi guardo allo specchio e … non sono io. Sempre cicciottello (grazie Architetto ! Almeno un giretto da figo potevi farmelo fare !), ma non sono io. I miei genitori non sono quelli che conosco. Mi sembra di conoscerli, sono persone che ho visto nella vita “principale”, ma non sono quelli che conosco. E’ ora di pranzo. Non vedo l’ora di mangiare un piatto succulento preparato dalla mia giovane madre. Mi ritrovo davanti un mix di piselli, carote e basilico, ma tutto molto strano. Chiedo a mia madre cosa minchia stiamo mangiando e perché non ho il mio bel piattazzo di pasta ! Mi risponde che la cucina molecolare è stata sempre la mia preferita e che la pasta si mangia una volta l’anno, come per tradizione, il giorno della nascita del Signore, ovvero il 33 Marzo.

Sto mondo inizia a starmi sui coglioni. Abbiamo perfino un mese di 33 giorni ! Poi la pasta una volta l’anno ? Comincio a pensare che ho buttato via i miei soldi…

Chiedo a mia madre dei miei fratelli e mi risponde toccandomi la fronte “mi chiedi la pasta e dei tuoi fratelli che non esistono. Secondo me hai il febbro”. Febbro ??? La febbre !!! Si dice LA febbrE !

Non ricordo niente di particolare della mia stanzetta di figlio unico. C’è un poster di una cantante alquanto figa. Guardando bene, è la (oramai ex) ministra Azzolina ! In questo Universo evidentemente è una rockstar ! Mi colpisce un giovane Andreotti che suona la batteria.

Visi conosciuti, ruoli diversi. Questo rimescolamento di carte mi fa confondere, ma lo capisco.

Ho perso anche il senso del mio viaggio, cioè regalarmi un giorno da leone. Sono spaesato, confuso; pensavo che fosse tutto più semplice.

Esco da casa e vado in giro per il mio quartiere. Non ci sono cumuli di munnizza, non c’è caos. Passando davanti un negozio di elettrodomestici vedo un telegiornale. Lo conduce una Cristina D’Avena in costume.

Un cartellone pubblicitario invita a votare per la rielezione della “Presidentessa donna più amata dalla Tatania: Giovanna Larco”. Minchia ! Ma quella è Gwen Stefani ! In un altro mega cartello c’è scritto “30 anni per il sesso non hanno senso. Fra in senno e il sesso c’è di mezzo il Nesso. Vota Alberto Condom Nesso”. Guardo meglio il cartello: chi si oppone alla Larco-Stefani è colui che io conosco come Alvaro Vitali. Credo di impazzire, anche se Pierino presidente farebbe la sua porca figura ! Andiamo avanti.

L’INCONTRO CON LA FIDANZATA.

Mentre cammino senza una meta, mi chiama una ragazza da dentro un negozio. “Giulio, amoruccio, passi senza salutare ? Ti ricordi che stasera saremo a cena dai miei, giusto ?”. Ehm, si, certo. Si avvicina e mi bacia. Intuisco che ho la morosa. Figo. Dai che forse stasera, prima della ripartenza, si tromba. Voglio vedere la faccia dei miei amici quando glielo racconterò !

Sento una sirena che suona, tipo quella che avvisava dei bombardamenti o dei terremoti. La tizia, che si chiama Toia (senza la R), mi dice “perché ti sei spaventato ?? Non ti ricordi che al tramonto suona la sirena della chiusura delle attività ?”. Ehm… si scusa, ero confuso dalla tua bellezza.

Mentre camminiamo, Toia mi dice “Giulio mi sei piaciuto dal primo momento che ti ho visto. Sono proprio felice che quel grandissimo stronzo (ricordatevi che qui è un complimento !) di Matteo ci ha fatti conoscere. I ragazzi della tua età pensano esclusivamente al sesso, ma noi donne abbiamo la bocca anche per fare altro”.

In che senso ? Pensai prestamente io ! La bocca ? Non seppi resistere: “scusa, mia dolce Toiona, perchè parli di bocca ? Che ne facciamo della vagina ?”, disse il tizio che dovette arrivare a 50 anni, prima di recitare la parte di un adolescente non timido. “Giuliooooooo ! Lo sai benissimo che sino a trent’anni noi donne non possiamo concederci, altrimenti ci arrestano per violenza sessuale !

Ehhhhh zio pino, stavo per dirle: vuoi vedere che mi sono fatto un viaggio temporale per venire a parlare di pompini ? 🙂

Arriviamo a casa della Toia. Apre la porta guardando con gli occhi una sorta di lettore (altro che passato, qua siamo nel futuro !) e dice ai suoi “eccociiiiii genitori stronzi !”.

Si presenta dinnanzi a me il padre e in realtà è mio fratello !! Stesso fisico, stesso timbro di voce, stesso atteggiamento. Scoppio a ridere come un imbecille ! Il signor Osvalgo (con la G … che nome !) mi catechizza con fare severo “Baldo giovane, il mio dire ti porta al sollazzo ?”. No, no, mi scusi, sono solo un po’ nervoso, rispondo.

Si parla del più e del meno. Io ovviamente non so nulla di quel mondo. Battendo due volte le mani don Osvalgo (con la G) fa si che un quadro si trasformi in uno schermo televisivo.

Osvalgo mi tasta il polso sulla politica. Che ne pensi di sto Nesso ? Sono sicuro che voi giovani lo voterete in massa ! Non capite che se farete sesso prima dei 30 anni, diventerete tutti pazzi ? Uno studio ha dimostrato che un uomo, dopo ogni rapporto sessuale, perde qualche “diottria cervellistica”, cioè diventa sempre più scemo. Più trombi e più rincoglionisci ! “Basta papà, hai rotto i batuffoli”, interviene Toia, mentre io muoio dalla voglia di dire a sto tizio “Giusèèèè, fratello mio, ma sto cazzo di Pirlo che fa con la Juve ????”.

Finisce la cena-incubo. Toia mi invita ad accomodarci fuori, in quello che chiama “Balcopoggiolo”. Fra le altre cose mi dice che voterà Nesso, che è giunta l’ora di essere liberi. “Mi piace il suo piano vaginale”. Piano de che ???? “Si, Giulio, il piano vaginale che porta ogni uomo ad avere la possibilità di scopare aggratis nel caso in cui uno non trovi la fidanzata. Lo trovo giusto, è molto democratico ! Ma tu non sei un tipo del genere, vero Giulio ??”. Ma chi, io ??????? Ma scherzi ???! Io credo nell’Amore con la A maiuscola, figurati se mi interessa che la mutua mi passi la puttana ! Quando Toia mi dice “no, la puoi scegliere anche non muta”, capisco che ….si è fatto tardi.

Saluto Toia, saluto il fratel-suocero, la moglie (che non ho mai visto) e me ne vado.

Per fortuna, per mia grande fortuna, il linguaggio, tranne qualche piccola differenza, era pressoché simile a quello che conosco.

In quelle poche ore ho conosciuto una scuola che ti costringeva ad essere presente, delle lingue antiche strane, l’Italia che era diventata la Spagna, Polpenazze capitale, la sirena che invitava a chiudere i negozi, il sesso non sesso, la cucina non cucina, il piano vaginale, ecc.

RITORNO NEL FUTURO.

A due metri dal punto C c’è una coppia che vende fiori. Conosco anche loro ! Lui è il mio amico Francesco, lei è la mia amica Carla. In quel mondo evidentemente sono marito e moglie. Sembra che, a differenza di tutti gli altri incontrati in questa giornata, loro sappiano chi sono…Non parlano, abbozzano un sorriso. Sorrido anche io quando leggo la scritta della maglietta che indossa la signora: “Carla ama la Calla“.

Il venditore di fiori (sopra la sua testa leggo la scritta “Fiorinaio”) mi guarda e capisce che non ho tutta sta gran voglia di tornare. Purtroppo non ho alternativa, non posso restare in questo mondo. L’uomo mi dice: “So che in fondo non ci credi, ma Vincenzo ha costruito qualcosa di importante e la sua opera va completata”.

Questa sua frase mi fa capire che queste persone facevano parte della squadra dei “Navigator”, di cui l’Architetto mi parò a Santo Stefano. Sono persone che incontri in qualsiasi universo ognuno si trovi. Possono essere amici, fratelli, tua moglie, ecc. Come dicevo prima, cambiano i ruoli, possono cambiare i sessi, ma non l’Anima.

Pensando a Toia chiedo alla signora fioraia, fiorista o come cazzo si chiama, perché non riesco a vivere un’emozione del genere nel mio mondo ? Lei, togliendosi gli occhiali per pulirli con una pezzuola in pelle umana, mi fa: “Le cose non succedono perché non devono succedere. Accadono perché devono accadere”.

una bellissima pianta di calla.

Non capisco. Sono confuso, ma è tardi, devo andare. Faccio tre passi e mi ritrovo nel cesso da cui sono partito. Anzi no. Chissà per quale oscuro motivo mi ritrovo dentro ad uno di quei cessi chimici che si usano nei cantieri edili. Per qualche ora ho avuto una morosa gnocca e adesso sono tornato ad essere lo sfigato di sempre !

Apro la porta e vedo le pale dell’impianto eolico di Affi. Rieccomi qua. Tutto finito. Squilla il cellulare.

E’ l’Architetto. “Fine dei nostri servizi, caro Mobys”. Architetto, mannaggia all’anima tua, cosa intendeva dire la fioraia ???

“Vincè, vai a casa, va a riposare. Se io avessi tutte le risposte, anziché apparire in un cazzo di film come Matrix, mi avrebbero dato una parte in Schindler’s List ! ahahahahah ! Un giorno capirai. Buona Epifania”.

E’ vero, oggi è l’Epifania che tutte le feste porta via.

E anche questo sogno è andato.

P.S. da qualche mese mi sono sforzato di limitare al massimo la lunghezza dei miei post. In questo caso, per la prima volta nella storia, sono rimasto due lunghe serate a rileggere e a tagliare parecchi paragrafi. Probabilmente potevo “sfoltire” ulteriormente, ma si sarebbe sicuramente perso qualcosa che volevo scrivere. Come avete visto (se siete arrivati almeno alla metà del post), ho inserito i nomi dei capitoli, sperando che ciò vi abbia agevolato. Del resto lo sapete, scrivo raramente, quindi il tempo per leggere lo avete ! 🙂

20 Comments

  1. tu sei un genio indiscusso… fa’ qualcosa, fatti notare con gesti del tipo imbratta di coriandoli cosparsi miele la statua della libertà, metti le luminarie a led sulla alla torre Eiffel scrivendo il tuo nome… MA TI PREGO NON FERMARTI a questi post!

    Dall’inizio quando sono giunto a leggere di Memo Remigi e del “saluto romano” che era fatto portandosi le mani dietro la nuca ho iniziato ad avere una tosse convulsa e le lacrime agli occhi, 😂🤣👎 tanto da dover rileggere più punti il racconto perche mi distraevo da risate convulse & improvvise come un menomato da ricovero in un manicomio criminale!

    Sei un mito vero Vince… sei una bomba… 🤟😜 …ma di una brillante intelligenza inaudita
    Ti abbraccio…
    V.

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    1. Troppo buono (come sempre) caro amico mio. Sei eccezionale come le tue ricette. Io cosa posso dirti ? Non mi piace fare il lamentoso ma i numeri sono impetuosi e se i tuoi lettori sono pochi vuol dire che il prodotto non è di grande qualità. Insomma in un ristorante dove se magna bene, non trovi solo tre persone sedute al tavolo ! Tuttavia vado avanti. Perché ? Che senso ha ? Per gente come te ! Vero, gli avventori al mio “ristorante” sono pochini, ma sicuramente è gente che ne capisce … 😀😀😘

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  2. Questa “storia” mi ha fatto ricordare un piccolo episodio di una serie televisiva degli anni ’90 che si chiamava “X files” dove un tizio si risvegliava in una realtà dove le persone parlavano con termini che non coincidevano con le parole che conosceva lui (ad esempio la finestra si chiamava dinosauro) e l’episodio non finiva bene perchè dovendo chiamare i soccorsi per il figlioletto che stava male era un casino…
    Tornando alla tua, sembra che inconsciamente tu stia dicendo: pensavo fosse colpa di qualcosa che non ho fatto nel passato, invece è molto più facile cambiare le cose del futuro”.
    Ed è vero….:-)))
    E parliamo semplicemente di UNA vita, non di TUTTE 🙂
    Alcuni dicono che se conoscessimo le nostre vite passate (ne sono fermamente convinta) capiremmo meglio cosa siamo venuti ad imparare in quella attuale. Io non ho mai cercato di sapere, ma accetto e cerco di superare le difficoltà che si presentano, e come sai ne ho avute parecchie.
    Ringrazio anche per aver avuto tante opportunità.
    Se non ci focalizzassimo su quello che ci manca, ma in quello che possiamo avere….
    La mia amicizia è a tua completa disposizione.
    Ciao

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  3. Bello, letto tutto e divertito, anche se qualche termine mi ha confuso 🙂 Un modo simpatico di “citare” qualche conoscente…. sotto altra veste. Comunque Pirlo per ora sta andando bene 🙂 Complimenti anche per il ruolo di “Franco” ce lo vedo a fioraio 🙂 Buon divertimento

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    1. Grazie Ziomartin (BV) ! So benissimo che preferisci altri tipi di “distrazioni” extralavorative quindi la tua visita, scherzi e fratellanza a parte, mi fa enormemente e doppiamente piacere. E se hai bisogno di fiori per san valentino adesso sai a chi rivolgerti…. 🙂

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    1. Grazie Lucetta. Non credo proprio che la tua capacità sia limitata ! Non scherziamo ! Sarebbe come dire che io sono un grandissimo play boy ! A volte c’è da capire, altre semplicemente da “ascoltare” ed io ti ringrazio per avermi ascoltato, anche perché come sai soffro tanto per il troppo silenzio che mi circonda, dentro e fuori il Blog.

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  4. Ma Vi, perchè vuoi andare via???
    E poi chi mi farebbe alleggerire il cuore e sorridere come fai tu?
    La tua fanta-sognata vita alternativa è già qui, proprio in queste righe (parentesi comprese) senza le quali la mia e la tua giornata sarebbe stata grigia 🙂
    Ti dedico il brano che sto videando ora.
    Ciaooooooo
    Vicky

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  5. Ciao Vi, so che ci credi poco, che la nostra amicizia ha una componente goliardica che spesso ci porta a prenderci reciprocamente i giro, ma questo post mi ha emozionato e colpito tanto da stamparlo e appenderlo in bella evidenza nella mia postazione di lavoro per averla sempre davanti.

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    1. Ciao Francesco, come dissi a Paola, ho cancellato tutte le mie risposte perché questo sito fa tanta confusione e non si capisce nulla ! Spero che tu mi legga ugualmente e “decentemente”. Grazie per il messaggio e per aver letto TUTTO il post, capisco che non è facilissimo. Se poi lo stampi pure, sei da medaglia medaglia medaglia 🙂

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  6. che bello Vince ho letto tutto d’un fiato ma si sa se tu scrivessi un libro di 3000 pagine io sarei fra quelli che lo leggono fio alla fine. Un viaggio fatto di tante piccole parentesi immagino a te care e io le ho molto apprezzate!!!

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    1. Non mi piace la gestione delle risposte di WP, infatti le ho cancellate tutte. Non so se succede anche a te. Ho cambiato completamente anche il “tema”, ma non credo che cambi la sostanza: non si capisce a chi sto rispondendo ! Ci riprovo: grazie Paoletta, non solo non è facilissimo capire il mio modo di esprimermi, ma leggere fra le parentesi che citi, è davvero da amico/a di lunghissima data o da persona profondissima. Grazie !

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