L’uomo senza eredi.

Stamattina mi recai presso l’isola ecologica del mio bel paesello per buttare, fra le altre cose, la mia tostiera. Abbiamo litigato e ho deciso di sbarazzarmene. Perché concepire una tostiera con piastre scarsamente antiaderenti e che non sono smontabili così da essere lavate in lavandino ?? (Regia, vai con lo spot “con Nelsen piatti, li vuol lavare lui“).

Detto ciò, ovvero che una tostiera con piastre di merda è utile quanto Diletta Leotta che indossa i pantaloni, in quei pochi minuti trascorsi in discarica, feci un paio di considerazioni. La prima è legata al responsabile della stessa. Spesso assume un atteggiamento da Sceriffo che mi fa ricordare certe persone le quali, una volta indossata qualsiasi divisa, vedi soprattutto le guardie giurate, si sentono sbirri a tutti gli effetti. Insomma da tempo mi sono reso conto che la figura più importante di un paese, dopo il Sindaco e il comandante della Polizia Municipale, è proprio l’addetto alla munnizza. Il prete è scivolato al quarto posto. Prima sentiva tutti i pettegolezzi durante le confessioni, adesso basta avere Facebook o qualche gruppo Whatsapp.

La seconda riflessione riguarda un amico che non vedevo da tempo, tal Gianluca da Avezzano il quale, a seguito della mia mania di attribuire soprannomi a chiunque, ho rinominato GianSuca.

Dopo esserci liberati dei nostri rispettivi ingombri (il riferimento è alla munnizza, non allo stomaco), siamo stati qualche minuto fuori dall’isola a parlare del più e del meno, ovviamente mascherati con mascherina e distanziati q.b.

Gianluca mi raccontava che da qualche anno è un sereno pensionato. Dopo la separazione dalla moglie (che ho avuto modo di conoscere quando erano una coppia apparentemente felice e si potevano mangiare anche le fragole), è rimasto solo. Alla tizia ha lasciato la casa, un bel gatto nero (chiamato Animanera) e altre cose come il classico poster che li ritraeva più stupendi della realtà, come chiunque nel giorno delle nozze.

Mentre lui mi parlava del fatto che si diverte a trascorrere le giornate facendo pesca sportiva in un laghetto artificiale qua vicino (una delle tante cose che io non riuscirei mai a fare, piuttosto mi sparo nei coglioni !), pensavo al fatto che, incredibile ma vero, al di là del buon rapporto rimasto con la moglie, Gianluca è più solo di me.

Lui mi parlava di trote, tinche e anguille, di cui mi sembrava alquanto evidente, malgrado la mascherina, che non me ne fottesse un’emerita minchia, ed io facevo il calcolo dei miei parenti, per capire chi dei due, la sera, va a letto più solo dell’altro. Fra l’altro mi colpì il suo abbassare ogni tanto la mascherina perchè non sentiva bene ciò che gli dicevo. C’era qualcosa che non mi tornava (così come quando mi accennò al vaccino Astra Seneca).

Nemmeno il tempo di fare difficili calcoli, ricorrendo a radici quadrate e frazioni, che lui stesso, quasi come se mi avesse letto nel pensiero, mi disse che era appena stato in discarica per buttare.. tutto.

In che senso tutto, caro Gians…ehm Gianluca ? “Caro Vince, ho buttato tutto. Foto, disegni, poster, oggetti vari et eventuali. Tutto ciò che riguarda il mio passato, la mia giovinezza, la mia famiglia. Non ho più nessuno, i miei genitori sono morti da anni, il mio unico fratello ha avuto in infarto mentre era al cesso. Gli unici parenti che ho, sono due cugini gay che stanno ad Avezzano e che sento solo per le feste”.

A quel punto mi distraggo. Il Mobys, notoriamente appassionato più delle piccole sfumature di grigio che dei grandi discorsoni, mentre l’amico, di cui si intravvedono due occhi lucidi dietro gli occhiali stile ragionier Filini, parla della sua vita che fu, pensa: ma per la legge dei grandi numeri, come cazzo fa ad avere entrambi i cugini gay ? Sono due fratelli o sono due figli di zii diversi ? Inizia a scoppiarmi la testa e decido di tornare in presa diretta.

Come se non bastasse la pandemia, il breve racconto di Gianluca, mi getta nello sconforto. Ho maledetto il momento in cui decisi di andare a buttare la tostiera. Puttana la tostiera !

Al di là delle mie solite battute, Gianluca mi ha fatto riflettere, soprattutto perchè, prima di salutarci, mi disse “Che vuoi farci Vince ? Zioboia (intercalare), sono un uomo senza eredi !“.

Eredità non vuol dire solo piccioli. Vuol dire lasciare qualcosa agli altri. Risalendo in macchina, pardon, nella mia Alfa, pensai che io sicuramente seguirò le sue orme. Non è, badate bene, la solita storia intrisa di tristezza, non è di parlare nuovamente di morte, ma è proprio un ragionamento “terra terra”.

Mio padre mi raccontava di mio nonno bersagliere. Io parlo spesso di mio padre con mio fratello. Gli anneddoti sono infiniti e spesso divertenti. Del resto, chi ci tiene a raccontare degli aneddoti negativi ? La vita è già amara di suo. Mio padre mi ha lasciato una grandissima eredità, anche se non economicamente parlando.

Io non lascerò un cazzo. Il blog ? Figurati ! Sicuramente finirà come MySpace, cioè WordPress chiuderà e andrà tutto perso. Se dovessi morire, domani o fra vent’anni, i miei fratelli potrebbero prendersi certe cose, soprattutto la cosa più preziosa che ho, ovvero le spatole da cucina in silicone (ho abolito il legno da anni), ma la storia VERA di Vincenzo non avrà un seguito, per il semplice motivo che io manco da Palermo ormai da vent’anni e, malgrado la tecnologia, loro non sanno ormai pressochè nulla del sottoscritto ! Al di là di questo, che minchia se ne devono fare delle mie foto di Caorle, dei miei video girati con gli amici a fare gli scemi mangiando “u kebabbo” in piena notte ?

Gli amici ? Gli amici possono avere dei ricordi, ma non raccolgono certo la tua eredità. Per quanto stretta sia l’amicizia, non può raggiungere il livello della famigghia. Puoi avere tantissimi rapporti addirittura ben più solidi rispetto a quello familiare, ma il figlio è una figura insostituibile, non ci sono cazzi, come disse Suor Carmelina entrando in Convento.

Tutto finirà con me. Come Gianluca, sono un uomo senza eredi. Proprio io che ho sempre sognato, sin da quando ho capito che i bambini non li portava la cicogna, non tanto di avere una moglie scassaminchia et sessualmente esagerata, quanto di avere figli, perchè solo così “tramandi”, solo così puoi fare (o quantomeno cercare di fare) ciò che, a suo tempo, secondo te avresti meritato da figlio.

Ogni vita è destinata alla fine. I figli, solo loro, sono coloro che ricorderanno parecchie cose dei genitori. Ricorderanno i momenti brutti, ma anche quelli belli. Sistemeranno le foto del padre o del nonno. Avranno cura dei cimeli, preziosi e non. Ti porteranno un fiore nella tomba, ricorderanno il tuo compleanno e il giorno in cui sei andato via per sempre.

Scherzeranno fra loro, con le loro compagne, con i suoceri, o magari con i loro figli, ricordando certi aneddoti spesso bizzarri, tipo quella volta che il Mobys, appena giunto a Verona e chiedendo indicazioni per la zona industriale di Bussolengo, non appena gli fu risposto “Va’ in mona !”, si mise a cercare il cartello con la scritta MONA ! 🙂

Scusate gli errori ! Alla prossima !

26 Comments

  1. ma perché le spatole di silicone sono meglio di quelle di legno? Davveroooo? S’impara sempre qualcosa. 🙂 a parte questo, la prossima volta che incontri quel Gianluca o Giansuca o come cavolo si chiama…scansalo!

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    1. Ciao spicchio del cielo 😀😀. Si il legno sarebbe da evitare, anche se da anni c’è dibattito Il legno infatti essendo un materiale poroso e avendo la capacità di assorbire i liquidi si presta più di altri a ospitare colonie di batteri e muffe sulla sua superficie e nelle sue cavità. “Se non correttamente igienizzati taglieri e mestoli in legno diventano buoni supporti per la crescita di nicchie microbiche, colonie di batteri che formano un biofilm sempre più difficile da rimuovere, molto simile alla placca dentale”. Lo afferma il professor Sergio Ghidini, docente in Ispezione degli alimenti all’Università degli Studi di Parma. Insomma non è tanto l’utilizzo ma la pulizia.

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      1. una volta o l’altra ti fotografo il mio set di mestoli di legno, antichi stagionati 😀 … pensa, li davo a mordicchiare ai miei figlie che ci arrotavano i denti quando erano piccoli …ahahah. A parte gli scherzi, è vero quel che dici, ma sai, io preparo i cibi solo per la mia famiglia

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        1. Figurati fai benissimo ! Io sono un vecioto del 72: mia madre (giù in Sicilia) mi ha cresciuto con la “cucchiaia i lignu “ che serviva sia x mescolare “u sucu na pignata “, sia per darti qualche poetico quanto istruttivo colpetto nel sederino … 😀😀😀

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  2. Eccomi a te dopo il mio lungo silenzio quaresimale. Questo tuo post mi ha rattristata e voglio proprio sgridarti bonariamente s’intende. Io non ho avuto figli pur essendo sposata ma credimi non mi sento affatto infelice per questo visto perchè ci sono anche figli che non si ricordano affatto dei genitori oppure desiderano solo spremerli fino all’ultimo e poi in vecchiaia metterli in casa di riposo. Non è necessario che ci siano dei figli per essere ricordati. Se nella vita ti comporti in modo onesto, con il cuore, senza cattiveria, saranno in tanti a ricordarti, tutti quelli che hai avvicinato.
    Tu hai cuore, sensibilità, simpatia solo che ti butti giù, non riesci a vedere tutto il bello che c’è in te e se sei tu il primo a non credere in te stesso per forza che poi non trovi una donna che ti sappia apprezzare ed amare per sempre come meriteresti. Scusami se mi sono permessa ma ho sentito il bisogno di farlo.

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    1. Figurati .. fai sempre bene a scrivermi. Ti pensavo giusto l’altro giorno. Che dire ? A volte (se non sempre) va come decide il destino. Possiamo dare la colpa al Mobys perché (forse) non crede in se stesso ma la realtà è quella che ho vissuto in questi 49 anni. E allora ti dico che sicuramente ho commesso degli errori ma altrettanto sicuramente non meritavo tutto questo .. nulla.

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  3. Inutile conclamarti come candidato al Golden Globe per il soprannome di GianLuca… e oltre “al saluto fatto portandosi le mani dietro la nuca” ho ua ragione in più per farmi internare in psichiatria: immaginarmi il tuo rimanere stupito “al suo abbassare ogni tanto la mascherina perchè non sentiva bene ciò che gli dicevi” 🤣😂👏😂😂😂😂 sei UNO SPACCO… allucinante sei…😂😂
    Se -mai sia- mi balza in mente la scena mentre cammino da solo per strada è FINITA… mi arrestano e mi mettono la camicia di forza! A presto carissimoooOOOO😉👊🍀🍀🍀

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  4. Io ho una delle preziose copie del tuo primo libro (oltre all’unica copia del primissimo libricino-raccolta di aforismi), ho le tue cartoline e….la password per l’accesso all’Agenzia delle Entrate 🙂
    Come potrà mai il tuo ricordo essere cancellato dalla mia memoria? E dalla memoria di Andrew che salta sulla rete che hai regalato??? 😀
    La famiglia, per me non è solo quella “anagrafica” ma dovrebbe essere riconosciuta tale alle persone che hanno fatto parte della tua vita, indipendentemente dal sangue…
    Anche Leonardo da Vinci non lasciò eredi….

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    1. Cara Calla questi sono ricordi da amici, da ottimi e grandi amici. Ma due-tre amici che si ricorderanno del Mobys non fanno un figlio. Infatti Gianluca ha buttato via tutto. A chi doveva e poteva lasciare per esempio la sua foto con Hans Peter Briegel, campione d’Italia con l’Hellas Verona nel 1985 ?

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    1. Ciao cara, per fortuna ho dato un’occhiata alla cartella Spam. Chissà perchè una delle migliori persone che abbia mai “conosciuto” sia finita in spam ! Grazie per il messaggio, ma quei dieci grammi di ottimismo che avevo si sono volatilizzati con il lockdown ! 😦

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      1. Dai ragazzone… Su’ su’ vedrai che a breve cambierà e poi ci troveremo come le star a bere al Roxy bar!
        A parte gli scherzi… È dura ma si può superare ok???
        E per favore…controlla sempre gli spam o penso che non mi lovvi più…😔

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