Per due secondi Martin perse la cappa.

L’altro giorno mi sono preso la briga di tradurre la conferenza stampa di Joe Temerario Baiden. Come direbbe un mio conoscente sardo (però a proposito dell’italiano ….) “Io, un po’ di americano lo mastico“, ma ovviamente ogni tanto devo mettere in pausa e trascrivere con calma, utilizzando uno dei tanti traduttori che esistono on line. A proposito, vi consiglio DeepL, sicuramente più preciso del traduttore di Google.

Il passaggio di Baiden che mi ha colpito di più è quando si parla del fatto che, secondo approfonditi studi condotti dall’Intelligence americana, essere Scassaminchia non è una prerogativa esclusiva delle donne. Questa è un’idea assolutamente rivoluzionaria che stravolge quello che per me e per tante persone è stato sempre un dogma. Fra l’altro, con mio sommo stupore, nessun giornalista è tornato ad analizzare questo passaggio ma ha preferito dedicarsi a problematiche secondarie, vedi i morti in Ucraina ! Incredibile quanto siano manipolati gli organi di stampa !

Una delle frasi che mi fecero diventare famoso a Verona (e quindi frequentatore dei salotti buoni dentro i kebabbari) è “Donna Scassaminchia”. Oggi mi viene il dubbio che forse ha ragione Joe: anche gli uomini rompono la minchia !

Stamattina, mentre ero seduto sulla mia ormai famosissima “panchina delle riflessioni”, feci una sorta di “coming out” dal punto di vista del rompicoglionesimo. Vuoi vedere, caro Mobys, che io da una vita do dello Scassaminchia a praticamente tutte le donne ma, sotto sotto, io stesso sono un grosso esponente di questa “pratica” ?

Ho pensato al mio rapporto con i fornitori di servizi. Quando mi rompono le palle, chiudo la porta e non mi interessa se tornerebbero con offerte obiettivamente molto appetibili.

Ho scritto più volte alla Vodafone: guardate che avete fatto due prelievi in un mese, potreste restituirmi i sette euro erroneamente addebitati in più ? Non c’è stato nulla da fare. Battaglia durata per mesi, call center, sorella di Albania che mi passa fratello da Moldavia, operatrice che cerca di passarmi direttamente uno della famiglia Vodafone ,ecc. Niente, non c’è stato nulla da fare. Ho cambiato operatore, sono passato a Fastweb e ogni giorno Vodafone mi chiama o mi scrive “Torna con noi”. Non sarebbe stato più facile ascoltarmi ? Hanno perso un buon cliente per sette miseri euro !

Luce e gas con Enel. Esperienza analoga. Signori, i consumi sono questi, non sto certo polemizzando, ma capirete bene che non posso avere due bollettazze da 300 euro all’inizio dell’anno (erano i tempi in cui si stava bene..). Lo so, ripeto, i calcoli sono quelli, ma venitemi incontro, ho anche una serie di prostitute da campare ! Nessuna risposta. Cambio operatore, passo a Sorgenia, bolletta mensile, problema risolto ed Enel che, puntualmente, mi rompe il cazzo quasi ogni giorno con il solito mantra “Torna con noi, sta casa aspietta a te“. Non sarebbe stato più facile ascoltarmi ?

In questo post non voglio fare l’elenco di tutte le volte in cui il Mobys se la lega al dito trasformandosi, spesso, in Uomo Scassaminchia. Nei casi citati non ho fatto chissà cosa. Semmai mi fa davvero riflettere (e un tantino vomitare..) il fatto che esista tutto un sistema talmente perverso, da prevedere la facilissima perdita del cliente e il successivo stalkeraggio dei call center ! Almeno Sky ti fa la telefonata per chiederti conferma della disdetta !

Come dicevo prima, non voglio fare la short-list dei difetti del Mobys e delle cose che mi fanno andare in bestia.

Sicuramente la telefonata vocale sta a me quanto un maiale per i musulmani. Se vuoi interrompere qualsiasi rapporto col sottoscritto basta che tu dica “Ci sentiamo una di queste sere“. Non accadrà mai. Da quando esistono i mezzi come Viber, Telegram e adesso soprattutto WhatsApp, la telefonata, che ho sempre odiato, è diventata rara quanto una dieta. Non so dirvi qual è stato il fattore scatenante. Penso questo mio tic derivi dalla mia scarsissima propensione alla perdita di tempo. Al lavoro possono cercami mille volte al giorno e non ho alcun problema a rispondere. A casa ho le mie distrazioni, il mio relax, le mie faccende domestiche, il mio prepararmi da mangiare per le settimane successive (oggi per esempio mi sono messo apposto con i pranzi sino a fine luglio) e, onestamente, perdere tempo (perché per me si tratta di questo !) al telefono quando puoi benissimo sostituire la tua litania “Ciao, allora come vaaaaaa ? Ma come stai ? Ma che mi racconti ? Ma allora, in fin dei conti, come va ? Ascoltaaaaaaa, ti ho già chiesto come va ?” tramite messaggio audio, mi da talmente fastidio dall’evitare addirittura di rispondere.

Altra “molla” da scassaminchia che mi scatta nella testolina, è quando il lunedì mi chiedono che programmi ho per il fine settimana. Cosa cazzo vuoi che ti dica io il lunedì mattina ? Che forse manco campo sino a mercoledì !?!?

Altri “stimoli” che fanno uscire lo Scassa-minchia che è in me: avere una persona in piedi accanto a me, mentre sto mangiando. Trovarmi a cena con una persona che allunga la forchetta sul mio piatto (rischio uccisione elevatissimo). Parlarti e, mentre tu mi stai, in teoria, ascoltando, prendi il telefonino in mano per leggere chissà quale urgentissima notifica della minchia. “Scusa, che dicevi Vince ?”, “Dicevo stocazzo, guardati pure il cellulare”. Una delle mie scene tanto odiate è quando si osannano i figli a super intelligentissimi fighissimi: “Vince, sai oggi Roberto oggi ha fatto la cacca sul water !!!!” Grandeeeeeeee !!! (aspè, ma Roberto non ha 17 anni ???).

Mi incazzo quando e se accanto a me c’è gente che si lamenta di tutto e di tutti: il cameriere, la pizza, gli antipasti, l’altro cameriere, il menù, i prezzi, il tovagliolo non piegato bene, il bicchiere che sembra avere una macchia, la vita è una merda, domani forse muoro, al cugino del fratello dell’amico del mio ex proprietario di casa gli hanno trovato un tumore grande quanto un’arancia, ecc.

In questi giorni con i miei migliori amici ho parlato di quanto mi incazzi per la gestione che hanno molte persone dello Status di WhatsApp. E qui andiamo con i piedi di piombo, anche perché siamo vicini alla conclusione della puntata e ci tengo a non essere travisato o travestito.

Dico sempre che ognuno è liberissimo di usare i social come meglio preferisce. Non c’è il migliore e il peggiore, il giusto e lo sbagliato. Fermo restando che un premio a parte lo meritano tutte le Ferragniez varie et eventuali che fatturano milioni di euro senza fare un cazzo nella vita. Chiusa parentesi.

Sullo status di WhatsApp mi scaldo, è vero, lo ammetto. Esce fuori un Mobys paragonabile alla donna in fase pre-ciclo che deve comprarsi un paio di scarpe.

Non metto lingua su coloro che non lo utilizzano: non fanno assolutamente nulla di sbagliato, ci mancherebbe altro ! Pongo invece l’accento su coloro che non hanno nemmeno quei due secondi di tempo per guardare cosa pubblico, fra l’altro raramente !

In questi vent’anni ho tollerato tutte le svariate versioni di quello che il modo di fare più diffuso: l’indifferenza. Ho contestato l’indifferenza su Facebook, e mi si diceva “Purtroppo avendo 546 amici non mi spunta la tua notifica nella mia home page” (scusa ridicola, consentitemi). Morale, tutti cancellati e come Amico ho solo mio fratello.

Indifferenza sul primo social network dedicato alla fotografia, ovvero Flick. Capisco che non è per tutti, specialmente negli ultimi anni. Ho contestato e poi tollerato l’indifferenza su Instagram, quando mi è stato detta praticamente la stessa minchiata di Facebook. Ho tollerato l’indifferenza nei confronti di questo blog, perché capivo e capisco benissimo che leggere i miei “papelli” non è facile, non è una cosa per tutti.

Adesso ho smesso di contestare. Oggi, qui dentro, non sto giudicando o contestando nessuno. Non esiste più quel Mobys. Sto solo dicendo, in coda al cazzeggio dedicato all’essere scassa-minchia, che a me questo atteggiamento non piace. Chi pubblica uno status senza andarsi a vedere quello degli altri, è solo un egocentrico che pensa solo ai cazzi suoi, dentro e fuori il mondo virtuale. Paradossalmente, proprio l’atteggiamento nei confronti dello status (proprio o degli altri), dopo tanti anni, mi ha dato ragione su quello che pensavo dieci anni fa. Il problema non era Facebook, lo streaming, gli amici, cosa appare e cosa non appare, ma come ci poniamo noi nei confronti degli altri. L’ansia da dover condividere a tutti i costi coniugata con lo sbattercene il cazzo di ciò che pubblicano gli altri, perché io so io, voi non siete un cazzo.

Ribadisco: libertà per tutti ! Il social può essere utilizzato in base al nostro sollazzo. Ma WhatsApp non è un social network, quindi non mi si prenda in giro. Lo utilizziamo TUTTI e per andare a vedere uno status ci vogliono due secondi. Due secondi in 24 ore. Non si tratta delle stories o dei post che vedi tramite i social. Due secondi. Chi non lo vede è perché non vuole vederlo, non certo perché non ha tempo ! E’ una SCELTA: qualsiasi cosa tu abbia scritto, a me non me ne fotte una benemerita minchia.

In questi anni mi sono sorbito anche dei paradossi incredibili: dopo due anni di pandemia stavo trascorrendo il Natale a Palermo, ovviamente pubblicavo i miei bei status su mare, famiglia, arancine, ecc.: Felicità. Non certo mille foto perché, come ho già detto mille volte, sono di vecchissima scuola e non ci tengo ad avere il cellulare in mano tutto il tempo. Ebbene, un mio “amico” continuava a chiedermi consigli sulle sue ferie di AGOSTO in Sicilia !! Agosto ??? Tu ????? Ma cazzo, guarda in DUE SECONDI uno dei miei status, ti renderai conto che io sono proprio a Palermo !!!! Prima di parlarmi di cosa farai TU fra otto mesi, guarda cosa sto facendo IO OGGI !

Li ho definiti paradossi ma spesso sono semplicemente cattive abitudini: tempestare di messaggi tipo “Cosa fai di bello oggi ?”, piuttosto che andare a vedere nello status che sono impegnato a lavoro anche nel week end. Non avevamo quei due secondi di tempo, era più facile rompere la minchia sparando venti parole in venti righe (cosa-fai-oggi???-io-pensavo-di-andare-a-fare-un giro-verso-tipo-direi-quasi-bologna-fra bologna e Udine. cm mai-non rispondi ?).

Molti li ho cancellati dalla rubrica, per molti altri ho disabilitato la funzione “visualizza status”: pane al pane, vino al vino (che fra l’altro è un locale di Milano …).

Non ci sono persone di Serie A e di Serie B. Le persone sono importanti, così come i gesti e le parole dette e.. non dette. Per moltissimi, in quest’epoca che va a mille, certe piccole cose non hanno importanza. Per me si. Io sono così. Non sto facendo un’analisi sociologica sui social, sto solo riportando il mio punto di vista, come sempre del resto.

E’ importante dedicare un po’ di tempo agli altri ? Per me, si. Per me visualizzare lo status in cui appare la mia macchina incidentata (pensi che possa fare un messaggio ad ognuno ?) è più importante di qualsiasi altra cosa. E’ una sorta di “Twitter for dummies”. Lo status di WhatsApp, almeno per quanto mi riguarda, “fotografa” quel momento nella maniera più rapida e migliore possibile: non devi entrare in nessun social e non devi commentare. Non devi fare proprio nulla. Devi solo avere due secondi in 24 ore perché poi quanto pubblicato si cancella automaticamente.

Quei due secondi che in molti non hanno avuto, malgrado la mia attenzione verso chiunque ci sia stata sempre e malgrado, per esempio, i tanti (spesso troppi) minuti di messaggi audio che mi sono sempre piombati addosso.

Quei due secondi che gli sono costati la mia amicizia. Avete fatto una scelta ben precisa. Anche io, mi dispiace. Un giorno forse capirete che oggi la vita è questa e che non esistono più i “mondi separati” di una volta, in cui c’era da una parte il Mobys virtuale che chattava su Mirc e dell’altra Vincenzo che viveva nella realtà.

Buona Vita.

9 pensieri riguardo “Per due secondi Martin perse la cappa.

    1. La gente se ne frega di me di te di tutto… non vale la pena pensarci, è spreco di intelletto dato a gente che ignora. L’amicizia o l’interesse si dimostra con i fatti… le parole stanno a zero. Cercare acqua nei pozzi asciutti caro vince a che serve

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      1. Serve. Serve quando per anni ti sei sentito sbagliato. “Asociale”, “orso”, “cosa ci vuole per farti uscire ?”. Tutte cazzate. Ad un certo punto mi sono chiesto: vuoi vedere che quello sbagliato non sono io ? Fermati Vince !! Fai caso a chi c’è DAVVERO ! Lo status è una mera cazzata, ma per me ha rappresentato una sorta di cartina di tornasole.

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  1. Io lo utilizzo circa due volte al giorno e mi faccio un giro anche in quello degli altri…lasciando una faccetta o un salutino perché lo fanno anche con me , a volte è divertente a volte no.
    Anche perché ho poco tempo e sono vecchia..non vivo col cellulare in mano.In tasca sì ma non in perenne stato di collegamento .
    Che bello leggerti Vin! 😊

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  2. Come sempre fantastico nel tuo modo di scrivere, nonostante l’importanza dei concetti che esprimi, ogni bontà sorrido per il modo in cui le scrivi con le tue esternazioni, fantastico!!! Anch’io penso che gli uomini siano scassaminchia e anzi, nella vita ho constatato che quando lo sono battono di gran lunga le donne e jon li divo perchè sono donna ma perchè la trovo una vera e sacrosanta realtà!!! Per quanto riguarda i social sono pienamente d’accordo con te non si possono pretendere like e comnenti se li stessi jon si contraccambiamo, credo come affermi tu che sia principalmente una forma di egocentrismo ma anche una forma di maleducazione, allo stesso modo di quelle persone che incontrando un qualsiasi qualcuno sulle scale di casa, nemmeno lo salutano!!! Per quanto invece riguarda Whatsapp personalmente lo uso più come messaggistica e spesso e volentieri mi scordo proprio di andare a guardare lo status forse perchè in questo senso anch’io non lo utilizzo spesso. Buona serata 😉

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  3. Pur avendo Whatsapp non ho mai scritto nulla nello stato, di conseguenza non faccio caso nemmeno a quello degli altri, certo se uno mette la foto di una macchina incidentata quello si vede subito. Per il resto molto raramente mando dei vocali e infine sono d’accordo con te, anche gli uomini sono scassaminchia 😛

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