Lo “stato” di WhatsApp, questo sconosciuto.

Domenica scorsa ero a pranzo con amici da “Gigi il troione” e, tra un discorso e l’altro, saltò fuori l’argomento “lo stato di Whatsapp”, una funzione che ancora oggi viene utilizzata da poche persone (fonte: Fondazione italiana per l’espansione del Bollito e delle Panelle).

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Tornereste indietro nel tempo ?

(Attenzione: Spoiler).

22.11.63 è il titolo di una bellissima miniserie, basata sull’omonimo romanzo di Stephen King, andata in onda nella primavera del 2016 su Fox. Un piccolo capolavoro di, ahimè, soltanto otto puntate, che mi ha ricordato, per certi versi, il mitico “Ritorno al futuro”.

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A chi interessa la “non notizia” ?

Un paio di sabati fa, ebbi qualche secondo di esaltazione dovuto alla goduriosa sensazione di non sentirmi più l’unico “tendenzialmente pazzo” abitante sulla faccia della terra. Facevo la spesa dentro un noto supermercato tedesco e, mentre mi aggiravo fra gli scaffali, notai che i commessi, sistemando la merce, parlavano da soli.

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Viva la Mamma (da Nanni Moretti a Fox Tv).

Siamo giunti al tramonto della Festa della Mamma 2016. Una ricorrenza che mi ha fatto venire in mente due capolavori visti in tv: il film “Mia madre” di Nanni Moretti e il telefilm “Mom“, in onda ogni sera su Fox Tv.

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Nuove “Reactions” su Facebook : quando un clic è comunque meglio del silenzio…

Mark Suchenberg mi scrisse una email verso fine novembre. Lo ricordo ancora oggi perché in quel periodo “festeggio” (ancora non ho capito se autoironicamente o con cognizione di causa) il mio approdo in terra veneta, avvenuto il 20 novembre del 2001.

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Masterchef Italia (edizione 5) è una cagata pazzesca.

Si lo so, parecchi di voi, ieri sera, subito dopo l’eliminazione della mia adorata Rubina, avranno pensato: “E adesso chi lo tiene il Mobys ?“.

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Un Masterchef (edizione 5) nordico in cui Rubina fa innamorare mezza Italia. 

Ci risiamo: non appena trovo la donna dei miei sogni, diventa popolarissima e addio Mobys ! Scherzi a parte, eccoci qua a parlare della quinta edizione di Masterchef. Il mio precedente articolo, pubblicato il 6 marzo del 2015 (Amaro Masterchef), era amaro come il suo stesso titolo, adesso parliamo invece di qualcosa di positivo.

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La bimba che piange e la Fiera dei cretini.

In giro si dice che, durante la vendemmia, divento più cattivo del solito. Macchè ! Non sono io cattivo, sono le persone ad essere stupide.

Grandi polemiche, in questi ultimi giorni, a seguito del pianto di una bimba durante uno dei capolavori dei programmi Rai, ovvero “Ti Lascio Una Canzone”. Dalla mente geniale dei suoi autori e della sua conduttrice Antonella Clerici, è uscito fuori un programma che, a differenza di “Io canto”, sottopone i bambini al giudizio di “esperti” (ahahah).

Sabato scorso, come molti di voi sapranno, uno dei tanti disgraziati che cerca ancora disperatamente di ritagliarsi una particina nel panorama televisivo, ovvero Pupo, ha dato un voto relativamente basso alla piccola veronese (precisamente di Arcole), ovvero “Sette”, e ha espresso un giudizio forse troppo duro. La bimba piange in diretta, la regia sbatte il mostro in prima pagina (primo piano), la Clerici ridacchia (al solito suo) e accompagna fuori la piccola Caterina.

Puntualmente, dopo cinque minuti, scoppiano le polemiche varie et eventuali. E’ giusto far giudicare i bambini ? E’ giusto far fare un talent show ai bambini ? Pupo è un coglione ? La Clerici è un’idiota ? Ne parlano tutti, giornalisti e non, moralizzatori e non, pissicologi (che ormai trovi ovunque, anche dal fruttivendolo) e non. L’idea che mi son fatto io è che, in questa storia, di cretini ce ne sono tanti, altro che Pupo (o solo Pupo).

Sono abbastanza cretini i genitori che pongono il loro insano egoismo davanti al rischio di far fare un passo più lungo della gamba ai loro figli, ed è oramai indefindibile la Rai, la quale, a mio modo di vedere, ha sicuramente raggiunto il livello qualitativo più basso da quando esiste (basti guardare una telecronaca. Impossibile non vomitare, specie se sei abituato a Sky). L’ideatore di “Io Canto” e “Ti Lascio una canzone”, Roberto Cenci, ha chiesto alla Rai di cancellare il suo nome dai titoli di testa. Lui aveva in mente un altro programma, sicuramente meno merda di questo, fatto di bimbi che cantavano ma che non competevano fra loro, addirittura davanti una giuria.

Ormai in televisione è assoluto protagonista il pianto. Pianto forever, pianto in tutte le forme. Siamo partiti da Miss Italia, poi ci fu il Grande Fratello, ora si piange ovunque. Perfino nel gioco più stupido dell’universo, ovvero quello dei pacchi, ho visto gente che piangeva. Accade quando fanno vedere (proprio fotocopiando il Grande Fratello) un breve filmato della famiglia del partecipante. Lui, ma più spesso lei, si commuove (si sa che le donne sono molto più sensibili… diciamo ai miei livelli a cospetto della problematica-dieta). Aspè, mi consenta, ma quando hai visto i tuoi parenti ? due ore fa ?! Vuoi farci credere che hanno realizzato il filmato mentre tu eri rinchiuso da sette anni in tibet o dentro il camerino del teatro ?

Piangono tutti, figurarsi una bambina ! Solo che un conto è che pianga quel pezzo di gnocca di Miss Italia, un conto è, ripeto, mettere dei bambini di fronte ad un giudizio. “Servirà per rafforzare il loro carattere”, chiosa qualcuno. Ma che cazzo dite ? ma vai a rafforzare il cervello di certi genitori, piuttosto ! Le sfide sono importantissime ed è cosa buona e giusta educare i giovani a questo tipo di cultura, ma dobbiamo parlare di adolescenti, non di bambini. Tanto di cappello ai genitori che supportano i propri figli, aiutandoli a rialzarsi dopo qualche amara caduta, ma qua parliamo di altro. E’ sbagliata, in definitiva, l’idea stessa del programma, a prescindere dal piagnisteo di turno (scommettiamo che scenderanno altre lacrime ?).

Nel momento in cui istituisci la postazione dedicata a tre/quattro coglionazzi che oramai sono spariti dalla circolazione musicale e non (la scorsa settimana tal Massimiliano Pani diede un bel 5 ad un altro concorrente. Ma cu cazzu è Massimiliano Pani ? In un’altra trasmissione vidi un altro “resuscitato” di lusso, ovvero il mitico Marco Masini, con torso depilato e camicia aperta tipo fighetto da discoteca), crei inutile ansia e fai in modo che si partorisca un giudizio che, in ogni caso, è sbagliato: se sei severo, i bimbi piangono, se sei troppo buono che senso ha ? Dalla prossima puntata voleranno gli otto “onde evitare fiumi di lacrime” ? e se qualcuna riceverà un quattro, si trasformerà in bambola assassina ?

Cretini. Come cretino è colui che ha suggerito a Caterina di cambiare versione. “Non ho mica pianto perché mi hanno dato un 7, ma perché il maestro, per la prima volta e davanti a tutti, mi ha detto che sono stata brava e ho fatto tutto giusto“, racconta a L’Arena. Ma mi pigghi pu’ culu ? Suvvia piccinina ! Una cosa l’ha imparata: l’arte di arrampicarsi sugli specchi.

La conclusione è quella a cui giungo ogni qual volta che parlo di tv: è possibile che la tv, che non sia Sky, torni ad essere di qualità ? io ormai ci credo poco. A parte “La 7” (peraltro in vendita), vedo tanta pochezza, in tutti i sensi. L’altro giorno parlavo con mio fratello del 3D. Può piacere o non piacere, come il pesce-ratto (cit. Filini), ma il problema maggiore è che ancora siamo molto indietro con il “semplice” HD. Rai 1 e Italia 1 sono in hd, ma specie la prima non offre un segnale in alta definizione stabile. Con il passaggio, oramai definitivo, al digitale terrestre, auspico una diffusione maggiore di questo tipo di trasmissione, anche perchè ormai quasi tutti abbiamo a casa un apparecchio televisivo moderno.

Non mi resta quindi che ribadire il mio solito concetto: i 40/50 euro mensili di Sky sono ben spesi, i 115 euro annui di canone Rai, sono un furto. Ed io lo pagherò sempre mal volentieri, almeno fino a quando questa cifra non sarà destinata anche alle altre tv, specie a quelle locali. Quello si che sarebbe un “canone per la ricezione del segnale televisivo”. Altro che Antonella Clerici o Enrico Varriale da bordo campo…