‘A sasizza ri Tanino.

In uno dei gruppi Facebook, “Siciliani in Veneto”, l’altro giorno è apparsa, udite udite, una domanda interessante ed intelligente, infatti i miei occhi si stupirono quasi quanto il mio cervello.

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Ognuno è tossico a modo suo.

Stamattina chiesi all’omino del distributore Q8 se fosse il caso di scrivere due righe, visto che la mia migliore “ascoltatrice”, dopo essere andata forse ad Amatrice, mi disse che non è diventata una pittrice, bensì una produttrice di capi di abbigliamento. Il tizio mi guardò con fare non curante e mi disse un alquanto buddistico “terun, ma vada via el cul, ti e la to Alfa de merda“. Al che gli dissi “Pace e bene“, e procedetti per la mia retta via.

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Una volta sono morto.

Innanzitutto Buona Festa della Mamma a tutte coloro che lo sono e a tutte le donne che lo diventeranno.

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Comunque vada, Grazie Greta ! (non la Thunberg).

Eccomi qua. L’Anteprima del post voglio affidarla a tal Baglioni Claudio, un cantante conosciuto ed apprezzato da venti generazioni, alieni, complottisti, dentisti, ecc.ecc.

Ora sono qui
L’unica paura che resta del futuro
È di non esserci
Tra sparare oppure sparire
Scelgo ancora di sperare
Finché ho te da respirare
Finché ho un cielo da spiare

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Perdere l’Amore.

A casa Mobys è un periodo che, per una serie di motivi, si dorme poco e male. Nel mio cielo ci sono più virus che stelle. Per fortuna noi blogger abbiamo questa valvola di sfogo che ci consente di distrarci per qualche minuto, nel mio caso addirittura ore, considerato il numero delle volte che revisiono un articolo prima di pubblicarlo.

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Il Gol e l’emozione “aVARiata”.

Chi segue il calcio, anche se in una maniera più defilata rispetto ad un tifoso, sicuramente avrà sentito parlare del VAR, ovvero del “Video Assistant Referee”, utilizzato per assistere gli arbitri durante le partite di calcio e rimediare, più o meno tempestivamente, alle loro eventuali sviste.

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Le ciambelle del Mobys.

Mentre cavalcavo sulle verdi praterie venete, incontrai un mio vecchio amico, non satanasso quanto mio fratello ma circa-quasi: trattasi  nientemeno dello Sceriffo della Contea di Bassano del Grappa, Simon Pikarret.

Insieme, io e lo Sceriffo Simon (detto Saimon), abbiamo combattuto contro decinaia e decinaia di sporchi criminali, sbattuti prontamente al fresco e privati dei piaceri della vita, cioè della libertà, del sesso e del risotto all’isolana.

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